Oggi, su Poetarum Silva, il nostro Carlo Tosetti (già autore di Wunderkammer) presenta L’adatto vocabolario di ogni specie di Ale Silva, vincitore del concorso Luce a Sud Est. Né si pensi a una forzatura da parte della casa editrice, è una recensione che nasce dal cuore e dall’amore per un libro che in casa editrice abbiamo adottato tutti con convinzione, da Taranto a Milano.
Fra le innumerate definizioni circolanti della poesia, in me ha ben radicato quella formulata da un caro amico, del quale proteggo l’anonimato: egli sostiene che il poeta “vero” ci debba indicare un punto, un punto che può essere già familiare al nostro sguardo, eppure – inforcando le lenti del componimento poetico – in quel punto la poesia deve rivelarci qualcosa di nuovo. Non me ne vorrà l’anonimo autore, se mi concedo la libertà impertinente di ampliare l’immagine, con la scontata precisazione che la poesia può anche mostrare in modo nuovo oggetti conosciuti.
È questa la reazione che ha suscitato in me il libro di Alessandro Silva, L’adatto vocabolario di ogni specie, edito da Pietre Vive Editore nel 2016, vincitore del concorso di scrittura sociale Luce a Sud Est.

