Daniela Gentile su iO Donna

Daniela Gentile su iO Donna

Il mondo è bello perché è variopinto, persino in un genere considerato elitario come è la poesia. E infatti oggi, in un pezzo a tema (SOS Poesia) firmato da Antonella Rossi e uscito su iO Donna del Corriere della Sera, ci è capitato di leggere a poche righe di distanza i nomi di Daniela Gentile e Rupi Kaur, che sono forse la cosa più diversa che ci si possa mai immaginare, in poesia, diverse come la notte e il giorno o come i due poli del pianeta Terra. Viva la poesia! 

Elvio Ceci sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Elvio Ceci sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Oggi, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, un lungo articolo firmato da Lino Angiuli su alcuni esempi di poesia che provano a superare il Novecento non rinnegando ma anzi recuperando la tradizione. Fra gli altri, Angiuli cita come esempio ‘Cantare del deserto’ di Elvio Ceci: “un poema scandito «in stazioni» e costruito con strofe regolari di cinque versi rimati: una soluzione rara e minoritaria, che ci auguriamo venga adocchiata da altri giovani interessati a produrre una poesia lontana dall’esangue frammentarismo ereditato dal Novecento.”

 

Roberto R. Corsi su La Nazione

Roberto R. Corsi su La Nazione

Oggi su La Nazione Michele Brancale recensisce il nostro Roberto R. Corsi.

L’autore, che vive tra Firenze e la Versilia, si misura nelle quattro sezioni del volume col senso di un tempo che può essere dissipato, buttato via, fino al disprezzo di sé e degli altri, come aveva già intuito e in parte declinato nel suo precedente libro. Tuttavia resiste l’altra possibilità, quella costruttiva, che deve fare i conti con la Storia comune, con una perdita più grande della propria…
Lorenzo Bastida su La perdita e il perdono

Lorenzo Bastida su La perdita e il perdono

“Un libro autenticamente tragico attraverso l’ostentazione di un registro spesso comico” dice Lorenzo Bastida in questo lunga e attenta lettura di La perdita e il perdono di Roberto R. Corsi intorno al cui tono si stanno innestando, dobbiamo dirlo, una serie di discussioni sul senso e l’umore della poesia. Forse poche ma tutte buone. Questa cosa ci piace, rende il senso ultimo di quello che deve fare un libro, persino in versi: produrre delle idee.
“Corsi lo sa!”
Fiore che ssembe su Ridondanze

Fiore che ssembe su Ridondanze

Oggi su Ridondanze una bella nota di lettura a Fiore che ssembe di Giovanni Laera a cura di Mauro Pierno:

È la fascinazione della traduzione del se stesso, che trovo straordinario in questo libro. L’autore, Giovanni Laera, di cui mi onoro essere amico, tenta con una scrittura innovativa, mi riferisco al logos del dialetto, alla trasposizione del reale che passa dal pop, inteso come coacervo di sentimento popolare, istintuale, substrato culturale, personalissimo – l’accezione dialettale per intenderci – passa dicevo, dal pop al lirismo con un esercizio di traduzione di stesso

(Leggi qui)

Daniela Gentile su Repubblica

Daniela Gentile su Repubblica

Oggi su Repubblica Bari un articolo di Vittorino Curci sulla poesia di Daniela Gentile che è una nostra autrice ma soprattutto una nostra amica. Daniela ha pubblicato ad oggi due libri, uno con noi e uno con Nervi, entrambi bellissimi sia per i testi che sotto il profilo estetico, collabora con la rivista Formavera e questo, ovviamente, non è che l’inizio.

Carlo Tosetti su L’Estroverso

Carlo Tosetti su L’Estroverso

Su L’Estroverso una esaustiva intervista, a cura di Grazia Calanna, a Carlo Tosetti sulla sua idea di poesia e sull’ultimo libro da noi pubblicato, La crepa madre. La foto (bellissima) è di Lorena Gatti.

A mio modo di vedere, il costringere la poesia in un numero obbligato di sillabe (e di versi) e l’assoggettarla a strutture e altre regole obbliga a un esercizio di sintesi, spinge verso quella che hai chiamato “l’essenzialità”. Questo confinarsi in una misura precisa favorisce il risultato poetico, risultato che può anche appoggiarsi a processi analogici, simbolici: il verso può anche risultare oscuro per la ragione e andare a ingaggiare l’intelligenza sommersa o risuonare con elementi che galleggiano nell’inconscio.