A tre anni esatti dalla pubblicazione di “L’adatto vocabolario di ogni specie” di Alessandro Silva (che per noi è uno degli esordi di poesia più belli e riusciti degli ultimi anni, inficiato un po’ dalla tematica “difficile” un po’ dalla nostra mancanza di “rapporti” editoriali) abbiamo chiesto ad Alessandro visto che stiamo finendo le copie, se voleva risistemare qualcosa in vista di una ristampa. Alessandro ci ha detto sì, si è preso (coi suoi tempi certosini) alcuni mesi, poi ci ha mandato un completo rifacimento dell’opera dove modifica tutto, tutto, struttura, versi, cambia o aggiunge intere poesie, ci chiede di intervenire sull’apparato grafico… Insomma riscrive l’intero libro adattandolo al cambiare dei tempi e della cronaca di Taranto. L’opera, che uscirà nel 2020, si prefigura così come un vero e proprio work in progress, non migliore né peggiore, ma semplicemente un’altra cosa. Per questo consigliamo, a chi ha acquistato la prima edizione, di tenersela stretta, che fra qualche anno, state certi, cambierà ancora e avrà un valore filologico e chissà (se Dio ci ama) anche economico. Il tempo, lo sappiamo, ci darà ragione.

Ordine e Mutilazione su Mostly Weekly

Ordine e Mutilazione su Mostly Weekly

Oggi su Mostly Weekly #21 La newsletter omonima a margine del canale Telegram, nella rubrica Poetry Room (in fondo alla pagina) Roberto R. Corsi consiglia la lettura di Ordine e mutilazione di Elena Zuccaccia.

“La passione come inevitabile fallimento, desiderio di possesso e di eccesso; temi ricorrenti e qui declinati con quieta forza, con uno stile frammentato ma non retorico. Suggestioni di Lacan, Marco Ferreri, Malraux, ma costante e provvida semplicità.”

Elvio Ceci su Poesia del nostro tempo

Elvio Ceci su Poesia del nostro tempo

Poesia del Nostro Tempo pubblica una breve nota di lettura e un testo lungo tratto dalla raccolta inedita Cantare del deserto, di Elvio Ceci. Il libro è risultato finalista nel concorso Luce a Sud Est – concorso di scrittura sociale promosso da Pietre Vive Editore, che pubblicherà il libro.

Cantare del deserto è un libro importante, che colpisce per la sua dimensione antropologica e allo stesso tempo per l’impianto narrativo che ha lo scopo di denunciare, fare sapere, testimoniare… anche in forma di poesia. I versi raccontano in prima persona, con voce femminile, del viaggio terribilmente drammatico, faticoso e spaventoso che molte donne, bambini, uomini stanno compiendo in questi mesi, in questi anni dall’Africa Sub Sahariana per arrivare in Europa.

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Alessandro Canzian su Limonio

Alessandro Canzian su Limonio

Appena uscita su Laboratori Poesia una recensione assai generosa di Alessandro Canzian a Limonio di Antonio Lillo talmente bella che forse Lillo nemmeno se la meritava.

“Limonio di Antonio Lillo è un libro di Poesia (di quelle con la P maiuscola, appunto) perché tra le sue pagine riempie e descrive una parola che in italiano non esiste. Il contrario di ‘esposizione’, che non è ‘nascondere’ ma rendere comunque visibile, pubblica, una cosa, senza ‘esporla’. Uscendo dalla grata di valori odierna e parlando una lingua poeticamente umana e consapevole, dotta ma senza ‘esposizione’. Capace di trattare temi diversi quali il lavoro e la lingua sempre con un’autoironia da ‘àncora’ se non di ‘salvezza’ almeno di ‘trattenimento a galla’. Con quel pizzico di irriverenza linguistica utile a far capire lo straniamento, la difficoltà, che c’è nel vivere odierno. Sia come poeti, sia come Editori, sia come quarantenni.”

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Fiore che ssembe su Noci24.it

Fiore che ssembe su Noci24.it

Su Noci24.it Marica D’Aprile scrive della prima presentazione di Fiore che ssembe di Giovanni Laera a Noci.

“Il dialetto è la lingua della mia infanzia e della mia giovinezza, di mia nonna e di un’intera comunità”- ha puntualizzato l’autore.
Giovanni Laera ha altresì ammesso di essersi rivelato molto puntiglioso per quel che concerne la traduzione: “Quello che volevo assolutamente evitare, era il tentare di “innalzare” il livello del linguaggio nel trasporre dal dialetto all’italiano, quasi togliendo dignità al primo! Sappiamo bene che alcune espressioni tipicamente dialettali risultano fuori luogo, prive di intensità o addirittura ridicole se tradotte forzatamente in un italiano aulico. Meglio utilizzare quindi un “Italiano gergale””

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Giovanni Laera su Colori Vivaci Magazine

Giovanni Laera su Colori Vivaci Magazine

Oggi, su Colori Vivaci Magazine c’è una bella e attenta intervista a cura di Valentino G. Colapinto (che ama la poesia e si vede) a Giovanni Laera il cui libro presentiamo stasera a Noci.

“Il libro si fonda sull’ambivalenza. Cerco di rispondere al titolo di quella poesia di Pasolini posta in esergo: mostro o farfalla? Il tema del contrasto, del conflitto interiore viene affrontato in maniera non dialettica. Il linguaggio poetico ha la capacità di passare dall’aut all’et, superando il principio di non contraddizione. Ma invito il lettore a non cercare significati reconditi, bensì a prendere le poesie alla lettera. C’è una vena più espressionista che surreale […] Ma non mi interessa citare, bensì fare un percorso di ricerca ed esistenziale, e per questo bisogna passare attraverso le forche caudine; poco importa se popolate da animali grotteschi, figure di sogno o di ricordo. L’importante è attraversare la grande acqua, come è scritto nell’I Ching. È anche un libro estremamente onirico.”

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LietoColle su Daniela Gentile

LietoColle su Daniela Gentile

Sul sito di Lietocolle nella Rubrica Giunti in redazione una lettura intensa, attenta e precisa di “Nulla sanno le parole” di Daniela Gentile. Grazie, da parte nostra.

“Abbiamo considerato “l’estrema eleganza” di cui parla Antonio Lillo come prova dell’eccezionale maturità di linguaggio che questi testi propongono. Sebbene il tema della disillusione produca spesso nel linguaggio una sorta di latente potenza lessicale, i testi di Daniela Gentile atterrano sul luogo compromesso con un tatto che è caratteristico di una parola che in grado di indicare una direzione. Per paradosso il filologico che tiene è quello che definiremmo una metafisica dell’incertezza; la formula è sospesa senza che un vero interrogativo sia mai stato palesato.”

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