Enea Roversi su Wunderkammer

Enea Roversi su Wunderkammer

Per sopravvivere svolge il lavoro di impiegato, per vivere si occupa di scrittura e naturopatia: così scrive di sé Carlo Tosetti nelle scarne ed essenziali note biografiche che chiudono la sua raccolta Wunderkammer.
Uscita nell’aprile del 2016 per Edizioni Pietre Vive nella collana I Cento Lillo, diretta da Antonio Lillo, Wunderkammer colpisce per la ricchezza del linguaggio poetico: una ricchezza costruita in maniera naturale e mai inutilmente ostentata.

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Pietre Vive su Magazine Sette

Pietre Vive su Magazine Sette

Oggi su Magazine Sette, rubrica di La7 dedicata a cultura e turismo in Italia hanno parlato fra le altre cose di libri e di Puglia. In particolare della nuova bellissima Biblioteca di Monopoli e del Salone del Libro di Torino: i libri inquadrati nel servizio sono stati quelli di Pietre Vive Editore. Sono piccole soddisfazioni, ma sono. Ah, non provate a far scorrere il video cliccando sul triangolino perché questo è solo un frame.

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Intervista a Sergio Pasquandrea su Versante ripido

Intervista a Sergio Pasquandrea su Versante ripido

Oggi, su Versante ripido intervista a Sergio Pasquandrea a cura di Paolo Polvani. Si parla di poesia e della sua ultima raccolta, Approssimazioni e Convergenze.

“La poesia è esattezza. È stato Baudelaire, se non sbaglio, a paragonare il poeta a un matematico, e il paragone regge, a patto che si accetti il mistero inaggirabile che sta alla base della scrittura poetica. So che in ciò che scrivo ci sono delle regole, ma non saprei esplicitarle nemmeno a me stesso. Però, se le trasgredisco, me ne accorgo.”

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Alessandro Silva su Imperfetta Ellisse

Alessandro Silva su Imperfetta Ellisse

Oggi, su Imperfetta Ellisse una recensione puntualissima (come sinceramente non se ne fanno quasi più), a cura Giacomo Cerrai, di L’adatto vocabolario di ogni specie di Alessandro Silva.

“Direi, per chiudere questi appunti, che il libro/progetto, l’idea ambiziosa di cui parlavo all’inizio, di costruire qualcosa di organico e strutturato attorno ad un tema forte, mi pare che sia approdato ad un esito maturo e interessante, una sorta di “poema della catastrofe”, certamente con i suoi pregi e i suoi (pochi) difetti ma una poesia di cui si deve tener conto. Un esito che lascia aperte diverse aspettative riguardo a Silva e alle sue eventuali opere “seconde”, spero altrettanto feconde e coraggiose. Staremo a vedere.”

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La frontiera

La frontiera

La Frontiera è un progetto del Salone Internazionale del Libro di Torino e Book Pride (Fiera nazionale dell’editoria indipendente) in collaborazione con Robinson/Repubblica, Radio3, Libri Come, la casa editrice Laterza, l’associazione Piccoli Maestri. Nasce da un’idea di Alessandro Leogrande e Elena Stancanelli. Avrebbe dovuto seguirlo personalmente Alessandro, con quel rigore e precisione che sono stati la cifra della sua vita. Non ne ha avuto il tempo. Insieme alla Stancanelli adesso c’è Nadia Terranova.

L’obiettivo è quello di provare a mettere in discussione il racconto ufficiale sull’immigrazione che vede l’arrivo degli stranieri solo in termini di emergenza, pericolo, sforzo economico, perdita d’identità. “La politica non sa fare perché non sa dire” è il pensiero forte da cui parte. Così La Frontiera cerca di scovare parole nuove. Che non siano logore, inesatte, approssimative, come quelle che sentiamo.

Il progetto inizialmente era strutturato in 5 tappe, l’ultima tappa del progetto sarà al Salone del Libro di Torino il 13 maggio: si tireranno le somme del lavoro svolto e lo si metterà a disposizione di chi (istituzioni, associazioni, lavoratori del settore, forze politiche, uomini e donne di buone volontà) vorrà portare avanti il progetto nella teoria e nella pratica di tutti i giorni. Nel corso delle settimane il progetto si è ampliato in tanti altri incontri costruendo una rete di rapporti sempre più articolata e amplia con gruppi, associazioni, soggetti istituzionali e organizzazioni civili che si occupano in maniera pratica e/o teorica di migrazioni e delle questioni che esse pongono.

Così, fra le tante tappe, una si terrà anche a Locorotondo, attraverso la collaborazione di Docks 101, Associazione culturale Il Tre Ruote Ebbro e Pietre Vive Editore.

L’appuntamento è il 2 maggio alle 18, al Docks 101.

 

Disimpegno. Appunti intorno all’abitare

Disimpegno. Appunti intorno all’abitare

DISIMPEGNO | appunti intorno all’abitare è una rassegna, organizzata a Cisternino tra il 28 aprile e il 30 settembre 2018 con appuntamenti a cadenza mensile, con cui si intende indagare e discutere delle possibili forme dell’abitare – la casa, ma anche il paesaggio intorno così come un proprio spazio esistenziale, contenere e lasciarsi contenere – attraverso incontri, mostre e workshop. L’ultimo weekend di ogni mese nei centri storici e luoghi più o meno inediti del territorio si ospiteranno accademici, scrittori, poeti, fotografi, musicisti, artisti, filosofi, designer, antropologi, botanici e amanti dei fiori, viaggiatori e architetti che discuteranno della propria esperienza in merito o realizzeranno delle opere a tema.

Si comincia dunque il 28, 29 e 30 aprile dal Belvedere di Cisternino con un doppio appuntamento: il primo il 28 aprile alle 18.30 con Francesco Zizola, fotoreporter più volte vincitore del World Press Photo attraverso il suo lavoro di forte impronta sociale, in particolare sul tema della migrazione, e il secondo il 29 aprile alle 18.30 con il Franco Arminio, poeta e scrittore fra i più celebri del Meridione per la sua presa di posizione sul recupero dei piccoli centri in via di estinzione. Si chiuderà il 30 aprile con un aperitivo in compagnia di Arminio.

Ogni appuntamento si articolerà in tre momenti specifici: Pratica di bellezza, La casa sull’albero e Un metro quadro di poesia, guidati da tre compagni di viaggio: Donatella Caprioglio, scrittrice ed esperta in psicologia dell’abitare, Fabio Macaluso, saggista ed esperto di comunicazione e Antonio Lillo, poeta ed editore. Partner dell’iniziativa sono Nùevù Studio, Alterco Associati, Pietre Vive Editore, Accademia degli inquieti, MAAC, Studio Antani e Luzzart. Supportati dal Laboratorio Urbano Jan.Net di Cisternino e dal Laboratorio Urbano di Rutigliano.

L’evento è realizzato con il patrocinio dell’Assessorato alla Pianificazione territoriale, Urbanistica, Assetto del territorio, Paesaggio e Politiche abitative della Regione Puglia e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cisternino. Alcuni eventi, inoltre, godono della collaborazione del Comune di Rutigliano. Tutti gli eventi sono patrocinati da Puglia Creativa, dall’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari e dall’Ordine degli Architetti P. P. e C. della Provincia di Brindisi.

Addò vè stu pacce?, di Mimmo Pastore

Addò vè stu pacce?, di Mimmo Pastore

Per un errore di revisione editoriale, il testo di Mimmo Pastore presente nel Libro Soci 2018 contiene delle imprecisioni di cui ci scusiamo con lui. Per correttezza ripubblichiamo qui il testo corretto così come ce lo ha consegnato.

Addò vè stu pacce?

L’ème viste fùscere de presse
sope u stradone: Addò vè stu pacce?
Ère viste ‘nguna cose ca nan ce ème
capìte. À tucchéte i culonne da chiazze
i può, cume a june ca s’à despiasciute,
s’à ‘rrenùte. A rummèse pi spadde appuscète
o mure a vedè i màchene passè.
Cessà c’ère viste…

U vinde scutulève i foglie de l’àrue da ville.
U munne turnève normale
u sòlete tran tran de tutte i dígghie.

Traduzione in italiano:

Dove va quel matto?

L’abbiamo visto correre di fretta
sullo stradone: Dove va quel matto?
Aveva visto qualcosa che non abbiamo
capito, Ha toccato le colonne della piazza
e poi, come uno che si è dispiaciuto,
si è arreso. È rimasto con le spalle appoggiate
al muro a vedere le macchine passare.
Chissà che ha visto?

Il vento scuoteva le foglie degli alberi della villa.
Il mondo tornava normale
il solito tran tran di tutti i giorni.

Libera reinterpretazione, nel dialetto di Locorotondo, della poesia “An dua val stu matt” di Cesare Zavattini in “Stricarm in d’na parola”, 1973, Ed. All’insegna del pesce d’oro