Ivan Fedeli ed Emilia Barbato su Poesia del nostro tempo

Ivan Fedeli ed Emilia Barbato su Poesia del nostro tempo

Sul blog Poesia del nostro tempo è possibile leggere la bella postfazione di Ivan Fedeli alla nostra ultima uscita, Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

Emilia, infatti, penetra alla base la parola che diventa essa stessa cellula, radice e terra. È storia di parallelismi, associazioni, la sua: da un lato e sullo sfondo un luogo violato, la terra dei fuochi, colta nella sua ancestrale bellezza, nella sua naturale essenza verrebbe da dire; dall’altro l’espressionismo sordo con cui anche il corpo – fuoco della poesia, che è corpo fisico in sé e, nel contempo, trasposizione figurale del dolore, subisce la sofferenza e lo scavo.

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Emilia Barbato su Perigeion

Emilia Barbato su Perigeion

Oggi, invece, su Perigeion, la prima recensione al libro di Emilia Barbato Il rigo tra i rami del sambuco, a cura di Guido Cupani.

È con grazia di ebanista che l’autrice combina materiali e strumenti (contenuto e forma) in vista di un utile che non è soltanto quello della poesia. La complessa texture di immagini è una palestra per l’occhio e per il cuore, perché si mantengano allenati a cogliere (oserei dire, a inventare) mondi possibili in ogni sfaccettatura del reale. Bisogna farlo, sembra dire Barbato, non perché è bello, e neppure perché ce lo chiede la poesia, intesa come mero esercizio d’intelletto – ma perché è necessario a vivere…

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Alessandro Silva su ClanDestino

Alessandro Silva su ClanDestino

Oggi, su ClanDestino, a cura di Francesca Delvecchio, una bella recensione de L’adatto vocabolario di ogni specie di Alessandro Silva, dimostrando che anche a due anni di distanza, e contro ogni regola del mercato, un buon libro non esaurisce mai il proprio messaggio.

La disperata esigenza di una vita buona che parla di liberazione, deriva da fatti reali che Silva denuda con versi lucidi che aleggiano nei fiati degli operai coinvolti. Il suo è quasi un diario e dei giorni più duri, quelli in cui accadono notizie da telegiornale, lui mette le date, perché non ci siano errori e non si dimentichi di quel che è successo. In fondo, anche la maggior parte delle poesie de L’Allegria riporta la data e Ungaretti lo fa per contare i giorni della guerra. Pure all’Ilva c’è la guerra, una guerra sociale, ambientale, mediatica, uno scontro continuo tra governo, magistratura, sindacati e la gente che a Taranto passa la vita sotto un’atmosfera carica di polveri sottili di biossido di azoto, anidride solforosa e acido cloridrico.

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Nuovo libro

Nuovo libro

Cominciamo questo autunno condividendo la copertina e una poesia del nostro prossimo libro, Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato, illustrato da Nadiya Yamnych (NÙEVÙ design studio) con postfazione di Ivan Fedeli. Il libro, vincitore di Luce a Sud Est, concorso di scrittura sociale, sarà disponibile da fine settembre.

Ti scrivo in giorni di apparente luce
– penso di scriverti ma non lo faccio
il buio entra in forma di punteruoli
che aprono in silenzio –
Con la maniera affannata dei pomeriggi
inseguo raggi, i favori del cielo,
il corpo di una sconosciuta che mi precede
e ondeggia sulla strada come un metronomo,
fuori tutto si direbbe procedere
con l’entusiasmo dell’estate
ma dentro sono ferma, stretta
a una nuova chiarezza,
mi chiedo quando questo sasso
che mi distacca abbia formato
una tale consistenza e quante
cose in questo modo io manchi.

Carlo Tosetti su Pangea

Carlo Tosetti su Pangea

Oggi su Pangea intervista a Carlo Tosetti che parla della sua idea di poesia, di Wunderkammer e di progetti futuri. A cura di Gabriele Galloni.

Osservato Wunderkammer con questo approccio, l’orrore di alcune poesie emerge per contrasto con ciò che tratta la poesia, abitualmente: le folaghe venivano cacciate e consumate. Il nàrvalo è fonte proteica e di vitamina per i popoli dei ghiacci. I grilli catturati a Firenze sono parte delle nostre tradizioni. Il disastro ferroviario di Balvano è un fatto accaduto.

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Antonio Lillo su Laboratori Poesia

Antonio Lillo su Laboratori Poesia

Oggi su Laboratori Poesia una Intervista ad Antonio Lillo sul suo lavoro in Pietre Vive Editore.

Parlo per me, che sono un editore meridionale. Un interesse c’è, nel senso che, rispetto agli inizi, è cresciuto il numero di invii di manoscritti, che per me significa che siamo passati a uno stato di maggiore notorietà verso gli autori. Gli invii fra l’altro ci arrivano da tutta Italia, non solamente dalla Puglia, siamo fra i pochi editori pugliesi ad avere un parco autori a carattere nazionale più che regionale. Il problema è che, considerata la posizione geografica siamo tagliati fuori da tutta una serie di circuiti di potere o traffico editoriale relativo alla poesia. Si parla tanto della poesia sui social, ma alla fine, salvo poche eccezioni, le cose serie si fanno ancora per conoscenza diretta o personale, amicizia o inciucio. Quindi, visto che tutto o quasi tutto succede su, se non sei su, non sei. Certo, ci si potrebbe spostare, ma spostarsi ha dei costi non confortati alle vendite, così si fa fatica doppia per riaffermare la propria esistenza. Le vendite rispetto agli inizi, quando c’era l’effetto novità, sono calate. Ed è che ci sforziamo di fare sempre dei buoni prodotti. Ma la gente non legge poesie, la gente non legge racconti, la gente non legge e basta, manco le proprie lapidi al cimitero. Ultimamente ho osservato, a fronte di una maggiore attenzione per la poesia in internet, un maggiore disinteresse da parte delle librerie, persino le indipendenti. Molte non prendono i nostri libri perché “la poesia non vende”, ovvero non solo non li propongono, nemmeno ci provano. Siamo finiti al paradosso che si fanno le campagne in favore delle librerie che vanno salvaguardate dall’abbandono, mentre i piccoli editori di poesia, l’ultimo anello della filiera editoriale, in pratica la serie C, vengono abbandonati da tutti senza problemi e spesso considerati, nell’opinione comune, dei semi-truffatori.

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Alessandro Silva su Neutopia

Alessandro Silva su Neutopia

Oggi su Neutopia – Piano di fuga dalla rete recensione di L’adatto vocabolario di ogni specie di Ale Silva a cura di Chiara De Cillis.

Sono personalità multiformi e non numeri, gli operai le cui voci gridano nella poesia di Silva. Respirano anche al di fuori della fabbrica, elaborano riflessioni e si emozionano. Pur essendo divorati dalla malattia e dalla stanchezza, dalla vista del vicino capolinea cui anche i bambini giungono prematuri, essi stringono amicizie e si innamorano e l’eco di tutto ciò, di questa comune esigenza d’esistere, risuona con particolare potenza espressiva nella sezione che dà il titolo alla raccolta intera…

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Alberto Cellotto su Daniela Gentile

Alberto Cellotto su Daniela Gentile

Su Librobreve una attenta recensione di Nulla sanno le parole di Daniela Gentile a cura di Alberto Cellotto.

Le parole nella scrittura sono spesso invocazioni di assenze. Parole come “cuore” o un verbo sovente evitato come la peste dai poeti come “coccolare” oppure “ortensie”, occorrenza rara nel florario poetico, evocano delle assenze, tutte le assenze che quella parola in quel dato punto del testo è, incrocia, come un fascio di infinite rette che per quel punto passano…

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