Siamo su Poezia!

Siamo su Poezia!

Ecco una di quelle mattine in cui la vulcanica Emilia Barbato ti sveglia alle 6.32 con un messaggio diretto da Milano alla Puglia per dirti: SIAMO SU POEZIA!

Poezia. Revistă de cultură poetică viene pubblicato in Romania, è un trimestrale e questo è il numero di privamera. Di seguito la copertina del numero, e la pagina dedicata a Emilia con alcuni testi tratti da “Il rigo tra i rami del sambuco” nella traduzione di Eliza Macadan.

Emila Barbato su Laboratori Poesia

Emila Barbato su Laboratori Poesia

Oggi su Laboratori Poesia Alessandro Canzian parla, con l’attenzione e l’amicizia che sempre ci dimostra, del Rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

Quella della Barbato, a leggere gli estratti di Fedeli e Linguaglossa, appare immediatamente come una poesia del male, che giocoforza si confronta con un concetto di dolore che si evolve nel tempo. Non attraverso una ricerca specificatamente personale (chi conosce la Barbato sa bene quanto sia una persona luminosa e sorridente) ma tramite quel vecchio detto: nella strada in cui non vuoi andare devi correre.

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Giorgio Galli su Emilia Barbato

Giorgio Galli su Emilia Barbato

Sul blog La lanterna del pescatore, una recensione di Giorgio Galli a Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

“Una poesia urgente e saggia, mi ero detto un anno fa al primo contatto con la poesia di Emilia Barbato. Non mi sbagliavo, e Il rigo tra i rami del sambuco (Pietre vive, 2018) me lo conferma. Chi ha la gioia, come me, di essere anche amico dell’autrice, di conoscere la sua tenace empatia di fronte al dolore, ritrova nella sua opera quegli stessi meravigliosi tratti umani. Ma non mi si fraintenda: non voglio assolutamente dire che Emilia mischia la poesia con la vita. Emilia è una poetessa consapevole…”

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Il rigo tra i rami del sambuco. Intervista a Emilia Barbato, a cura di Paolo Polvani

Il rigo tra i rami del sambuco. Intervista a Emilia Barbato, a cura di Paolo Polvani

Su Versante ripido di febbraio intervista di Paolo Polvani a Emilia Barbato per il suo Il rigo tra i rami del sambuco.

“Mi chiedi del rapporto tra malattia e società. Trovo che questa sia una domanda bellissima. Il malato oncologico affronta una serie di esperienze estremamente dolorose che lo portano ad allontanarsi molto dagli stereotipi e dai canoni normalmente riconosciuti e usati dalla società. La prima prova a cui penso, in questo caso però riferendomi alla mia esperienza personale, è la perdita dell’invincibilità. Immediatamente si sente il fiato della morte sul collo. C’è un senso di smarrimento, di paura che annienta e il mondo cambia, ogni cosa assume una voce più intensa, come se fosse l’ultima volta che la si ascolta, che la si vede.”

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Emilia Barbato du Poetarum Silva

Emilia Barbato du Poetarum Silva

Oggi su Poetarum Silva l’ottimo Carlo Tosetti recensisce Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

“Eppure, tornando al coraggio, esso è la forza motrice di questa raccolta. Lo si annusa, lo si percepisce, lo si legge dietro alle righe, si comprende che una forza misteriosa e folle (folle quanto la fede) spinge il poeta avanti, lungo il percorso di dolore, poeta che ne è partecipe e osservatore, e che viene chiamato a scriverne…”

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Emilia Barbato su Carteggi Letterari

Emilia Barbato su Carteggi Letterari

Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato è un libro che ci dà e continuerà a darci molte soddisfazioni, lo sappiamo. Ieri su Avvenire e oggi su Carteggi Letterari, in un bel pezzo a cura di Donato Di Poce.

“Le vite dei poeti del resto sono fatte di sogni e visioni dell’invisibile, di coscienza del male e di solidarietà, sempre in fuga sulle tracce della bellezza, ma sono fatte anche di esodi, transumanze, dolori, abbandoni, interrogazioni tra buio, silenzio e squarci di chiarezze a cui il dolore apre clamorosamente varchi.”

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Emilia Barbato su Il giardino dei poeti

Emilia Barbato su Il giardino dei poeti

Cominciamo la settimana con questa bella nota a cura di Doris Emilia Bragagnini al Rigo fra i rami del sambuco di Emilia Barbato, pubblicata ieri sul blog Il Giardino dei poeti.

“Tutto si svolge all’interno di un cuore che sanguina preventivamente sul distacco e la compassione. Si scandiscono ore presenti e passate col metronomo di un tepore umano onnicomprensivo, non solo un tu/io ma un ordine dove non esiste gerarchia fatta di personale, piuttosto un avvolgente sguardo d’abbraccio al pullulare di voci.”

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