Giorgio Galli su Emilia Barbato

Giorgio Galli su Emilia Barbato

Sul blog La lanterna del pescatore, una recensione di Giorgio Galli a Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

“Una poesia urgente e saggia, mi ero detto un anno fa al primo contatto con la poesia di Emilia Barbato. Non mi sbagliavo, e Il rigo tra i rami del sambuco (Pietre vive, 2018) me lo conferma. Chi ha la gioia, come me, di essere anche amico dell’autrice, di conoscere la sua tenace empatia di fronte al dolore, ritrova nella sua opera quegli stessi meravigliosi tratti umani. Ma non mi si fraintenda: non voglio assolutamente dire che Emilia mischia la poesia con la vita. Emilia è una poetessa consapevole…”

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Il rigo tra i rami del sambuco. Intervista a Emilia Barbato, a cura di Paolo Polvani

Il rigo tra i rami del sambuco. Intervista a Emilia Barbato, a cura di Paolo Polvani

Su Versante ripido di febbraio intervista di Paolo Polvani a Emilia Barbato per il suo Il rigo tra i rami del sambuco.

“Mi chiedi del rapporto tra malattia e società. Trovo che questa sia una domanda bellissima. Il malato oncologico affronta una serie di esperienze estremamente dolorose che lo portano ad allontanarsi molto dagli stereotipi e dai canoni normalmente riconosciuti e usati dalla società. La prima prova a cui penso, in questo caso però riferendomi alla mia esperienza personale, è la perdita dell’invincibilità. Immediatamente si sente il fiato della morte sul collo. C’è un senso di smarrimento, di paura che annienta e il mondo cambia, ogni cosa assume una voce più intensa, come se fosse l’ultima volta che la si ascolta, che la si vede.”

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Emilia Barbato du Poetarum Silva

Emilia Barbato du Poetarum Silva

Oggi su Poetarum Silva l’ottimo Carlo Tosetti recensisce Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

“Eppure, tornando al coraggio, esso è la forza motrice di questa raccolta. Lo si annusa, lo si percepisce, lo si legge dietro alle righe, si comprende che una forza misteriosa e folle (folle quanto la fede) spinge il poeta avanti, lungo il percorso di dolore, poeta che ne è partecipe e osservatore, e che viene chiamato a scriverne…”

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Emilia Barbato su Carteggi Letterari

Emilia Barbato su Carteggi Letterari

Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato è un libro che ci dà e continuerà a darci molte soddisfazioni, lo sappiamo. Ieri su Avvenire e oggi su Carteggi Letterari, in un bel pezzo a cura di Donato Di Poce.

“Le vite dei poeti del resto sono fatte di sogni e visioni dell’invisibile, di coscienza del male e di solidarietà, sempre in fuga sulle tracce della bellezza, ma sono fatte anche di esodi, transumanze, dolori, abbandoni, interrogazioni tra buio, silenzio e squarci di chiarezze a cui il dolore apre clamorosamente varchi.”

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Emilia Barbato su Il giardino dei poeti

Emilia Barbato su Il giardino dei poeti

Cominciamo la settimana con questa bella nota a cura di Doris Emilia Bragagnini al Rigo fra i rami del sambuco di Emilia Barbato, pubblicata ieri sul blog Il Giardino dei poeti.

“Tutto si svolge all’interno di un cuore che sanguina preventivamente sul distacco e la compassione. Si scandiscono ore presenti e passate col metronomo di un tepore umano onnicomprensivo, non solo un tu/io ma un ordine dove non esiste gerarchia fatta di personale, piuttosto un avvolgente sguardo d’abbraccio al pullulare di voci.”

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Emilia Barbato su Limina Mundi

Emilia Barbato su Limina Mundi

Condividiamo una nota di lettura a Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato a cura di Deborah Mega, uscita su Limina Mundi.

Si descrive l’attesa, castigo e disciplina, le stanze poco illuminate, asettiche e prive di calore umano dell’ospedale e poi, in simbiosi con chi soffre, la scarica di radiazioni, la paura, perfino la sofferenza di chi amiamo. Basta un sorriso a donarci la speranza, ad offrirci un appiglio di salvezza che non ci faccia sentire così drammaticamente impotenti.

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Emilia Barbato su La rosa in più

Emilia Barbato su La rosa in più

Oggi, sul blog La rosa in più, recensione di Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato, a cura di Franca Alaimo:

“Emilia Barbato compie il miracolo di collegare in incessante sintonia l’eterno farsi e disfarsi delle creature tutte, di abbracciare con la stessa accoglienza amorevole paesaggi, persone, oggetti, stagioni, nella loro magnifica, regale provvisorietà. Lo fa costellando i testi più cupi di punti luminosi, lasciando il canto sempre aperto a un sia pur fugace stupore, correggendo il dolore con l’amore, mitigando lo sconforto con l’attesa.”

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