Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato è un libro che ci dà e continuerà a darci molte soddisfazioni, lo sappiamo. Ieri su Avvenire e oggi su Carteggi Letterari, in un bel pezzo a cura di Donato Di Poce.
“Le vite dei poeti del resto sono fatte di sogni e visioni dell’invisibile, di coscienza del male e di solidarietà, sempre in fuga sulle tracce della bellezza, ma sono fatte anche di esodi, transumanze, dolori, abbandoni, interrogazioni tra buio, silenzio e squarci di chiarezze a cui il dolore apre clamorosamente varchi.”

