Su Laboratori Poesia Mario Famularo recensisce Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.
In questi testi Emilia Barbato ci costringe ad affrontare la fragilità dell’esistere nella sua natura al contempo preziosa e terribile. Sin dal primo testo, la fioritura primaverile rappresenta l’immagine della precarietà, associata all’uomo nel “respiro lentissimo” delle fresie – che “sfioriscono” con una leggerezza silenziosa, senza clamore, nello stesso modo in cui svaniscono i “pensieri / felici quando le lacrime rigano il viso”.

