Su Popolis Valerio Gardoni scrive di La nostra classe sepolta, antologia a cura di Valeria Raimondi e ci fa un grande coomplimento dicendo che non è semplicemente “un libro da scaffale” ma da vivere come un’esperienza.
Non è un libro da scaffale, da svogliare ogni tanto, c’è nelle pagine la volontà di raccontare, con la sintesi della poesia, il mondo del lavoro di oggi, di lotte sociale perdute, di morti sul lavoro da bollettino dal fronte di una guerra che non si combatte più, che cede dinnanzi all’economia globalizzata e senza ne rispetto ne pietà.

