Valeria Raimondi su Fare Voci

Valeria Raimondi su Fare Voci

In questi giorni si sta chiusi in casa, però le idee continuano a girare, e questa è forse la cosa più importante per resistere. Chiudiamo dunque la settimana con Fare Voci, rivista di scrittura, dove Giovanni Fierro intervista Valeria Raimondi su La nostra classe sepolta.

Bisogna scende un po’ nella pagina, che contiene molti cotributi, compresi quelli di due amici di lunga data della nostra casa editrice, Francesco Sassetto e Sandro Pecchiari.

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Igor Ferri su La nostra classe sepolta

Igor Ferri su La nostra classe sepolta

Condividiamo qui la rencesione di Igor Ferri a La nostra classe sepolta, antologia a cura di Valeria Raimondi.

Va da sé che senza scomodare Protagora, il quale ci ricorda che la realtà oggettiva “appare” differente in base agli individui che la interpretano (e in base a differenti variabili culturali, sociali, identitarie ecc.), questo libro andrebbe letto da chiunque volesse affrontarlo ponendosi nell’ottica della verità oggettiva, quella dei fatti che accadono.

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Bibliovorax su La nostra classe sepolta

Bibliovorax su La nostra classe sepolta

Condividiamo, da Bibliovorax questa sentita segnalazione a cura di Antonella Nocera a La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi.

Ringrazio Marjo Durmishi per avermi fatto conoscere questo libro a cui intendo dare la massima importanza. Ad uno sguardo d’insieme le raccolte poetiche di oggi si perdono in estetismi tardodannunziani e in rarefazioni postreme del nichilismo “pop”.
Ma questa antologia è un raggio, un segno nel terreno, un menhir di nuovi percorsi. Una raccolta di vera vita, palpitante, di gente che che non ha velleità artistiche e a cui non interessano premi e riconoscimenti letterari. Questa antologia di canti dal lavoro prende il titolo da un verso di Luigi di Ruscio a cui dobbiamo una delle raccolte poetiche di maggior respiro :Poesie operaie (2007)
Contiene versi cristallini e infuocati( si può essere entrambe le cose ) di operai, metalmeccanici, infermieri, docenti, giornalisti. Il lavoro nero, il precariato, le morti invendicate sul lavoro. Una raccolta che si lega al grande filone della letteratura industriale cui tanto lustro diedero Vittorini e Calvino nelle pagine del Menabò di letteratura negli anni 60 ma che ha avuto vastissima risonanza fino ad arrivare ai nostri giorni ( cito Vitaliano Trevisan, Francesco Dezio Angrlo Ferracuti, Ermanno Rea).
Vale la pena di ricordare una poetessa Ada Negri( 1870-1945) che lasciò versi di grande lucidità sul tema degli ingranaggi folli della macchina al cospetto di un’umanità sempre più alienata. Leggetela e leggete La nostra classe sepolta, edizioni Pietre Vive 2016.
Spero di avereil piacere di presentarla a Palermo se ce ne sarà occasione.

La nostra classe sepolta su Popolis

La nostra classe sepolta su Popolis

Su Popolis Valerio Gardoni scrive di La nostra classe sepolta, antologia a cura di Valeria Raimondi e ci fa un grande coomplimento dicendo che non è semplicemente “un libro da scaffale” ma da vivere come un’esperienza.

Non è un libro da scaffale, da svogliare ogni tanto, c’è nelle pagine la volontà di raccontare, con la sintesi della poesia, il mondo del lavoro di oggi, di lotte sociale perdute, di morti sul lavoro da bollettino dal fronte di una guerra che non si combatte più, che cede dinnanzi all’economia globalizzata e senza ne rispetto ne pietà.

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La nostra classe sepolta su Perigeion

La nostra classe sepolta su Perigeion

Considerato il rapporto intimo e sofferto che lega questo libro a Perigeion, la recensione di La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi non poteva che toccarci, in qualche modo, un po’ più a fondo. L’ha firmata Nino Iacovella che ringraziamo, anche, per i complimenti.

“Ma è qui, dalla voce della poesia che si arriva a toccare con mano tutta la violenza sottaciuta nel rapporto di lavoro dei nostri tempi. E se La nostra classe sepolta allude al lutto per una scomparsa, dai morti sul lavoro o all’intera classe sociale completamente dimenticata dalle tematiche mainstream dei giorni nostri, ecco che la poesia torna in gioco, sferza, pur nella sua marginalità, con la sua verità per risvegliare le coscienze di chi si appresta a leggere.”

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La nostra classe sepolta su Librincircolo

La nostra classe sepolta su Librincircolo

Ecco la nota di lettura di La nostra classe sepolta. Cronache poetiche sui mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi, a firma di Giuseppe Di Matteo uscita oggi su Librincircolo.

Un canto collettivo di lotta e resistenza che riporta in vita una classe apparentemente sepolta. E non poteva esserci altro modo che la poesia per restituire a questi uomini, di Lettere e Sudore, la coscienza di sé e della propria missione nel mondo.

“Il poeta è un operaio”, recita una splendida poesia di Vladimir Majakovskij. Ed è, inevitabilmente, anche il sottotitolo morale di questa bellissima raccolta:

‘Chi è superiore: il poeta o il tecnico/
che porta gli uomini a vantaggi pratici?/
Sono uguali. I cuori sono anche motori./'”.

Pepè

Il Golem femmina recensisce La nostra classe sepolta

Il Golem femmina recensisce La nostra classe sepolta

Simonetta Sambiase recensisce La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi su Il Golem Femmina. L’articolo è anche uscito su Le Voci della Luna.

La raccolta è stata affidata dalla Raimondi ad una platea poetica vasta ed eterogenea; trenta e più voci che hanno disperso delle storie all’interno della narrazione, restituendo fra ballate e versi sciolti, quella che Simone Weil indicava come “immagine della necessità imposta nella vita dal tempo”, la “fatica”, la percezione del lavoro “ a basso spirito”, vissuto come distruttivo della propria dignità.

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