Letteratura dei nuovi operai fra Italia e Cina

Letteratura dei nuovi operai fra Italia e Cina

La rivista XIN GONGREN WENXUE (Letteratura dei nuovi operai), autoprodotta da un gruppo di lavoratori scrittori di Pechino, nel suo 7° numero pubblica alcuni poeti /e dall’antologia LA NOSTRA CLASSE SEPOLTA, Cronache poetiche dai mondi del lavoro, a cura di Valeria Raimondi (ed. Pietre Vive, 2019). I testi sono stati tradotti da Federico Picerni. Così come sua è la nota di presentazione che segue:

La tanto decantata potenza economica della Cina non sarebbe possibile senza un enorme esercito di manodopera a basso costo che ne ha posto materialmente le condizioni. A differenza del passato, gran parte di questa forza-lavoro è oggi mobile e ibrida: proveniente dalle varie parti della Cina, si sposta a milioni dalle campagne alle grandi città, dove trova lavoro in cantieri edili, fabbriche, nella pulizia urbana, come “rider” – fondamentali nelle odierne “smart city” – e, soprattutto le donne, nella cura domestica. Parliamo di almeno 200 milioni di persone “fluttuanti”. La caratteristica di questi lavoratori migranti è che, pur spostandosi all’interno dello stesso Paese, condividono molti dei problemi incontrati dai migranti transnazionali: in particolare, dal momento che la mobilità interna in Cina è fortemente regolata, spesso non riescono ad ottenere il certificato di residenza urbana, senza il quale non hanno accesso ai servizi pubblici della città, ivi compresi istruzione e sanità. Ciò mette molti di questi lavoratori migranti in condizioni di forte precarietà e ricattabilità, a volte persino ai margini della legalità.

L’esigenza di raccontarsi e raccontare la propria esperienza si è tradotta, sin dagli anni ’80, in una vastissima produzione letteraria (poesia in primis, ma anche narrativa e non-fiction, fra le forme prevalenti) da parte di quelli che oggi vengono chiamati “nuovi operai”. La rivista Xin gongren wenxue (Letteratura dei nuovi operai), autoprodotta da un gruppo di lavoratori scrittori di Pechino, è forse la più recente (essendo nata il 1° maggio 2019) fra le tante che si propongono di offrire uno spazio di condivisione e critica di tale letteratura. A partire dal 7° numero, che ne celebra il primo anno di vita, pubblica anche traduzioni da lingue estere: i poeti de La nostra classe sepolta inaugurano questa nuova rubrica.

Per un contributo insieme sintetico e completo, si suggerisce il seguente articolo: Operai Cina (LEGGI QUI).

Sulla poesia operaia cinese, invece: Metamorfosi operaie. Corpo e alienazione in alcuni poeti operai cinesi (LEGGI QUI).

 

***
Federico Picerni è dottore in letteratura cinese contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, in consorzio con l’Università di Heidelberg. Il suo progetto di ricerca riguarda la produzione letteraria degli operai migranti cinesi, focalizzandosi sul gruppo di scrittori di Picun, alla periferia di Pechino.

 

Valeria Raimondi su Lamericalatina

Valeria Raimondi su Lamericalatina

Su LAMERICALATINA una intervista di Pina Piccolo a Valeria Raimondi in cui si parla di Valeria come poetessa, infermiera impegnata in prima linea a Brescia e militante. Valeria ha curato l’antologia “La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro” pubblicata da Pietre Vive Editore.

L’intervista è stata rilanciata anche dal sito messicano Desinformemonos.

E in lingua italiana sul sito Carmilla.

Valeria Raimondi su Fare Voci

Valeria Raimondi su Fare Voci

In questi giorni si sta chiusi in casa, però le idee continuano a girare, e questa è forse la cosa più importante per resistere. Chiudiamo dunque la settimana con Fare Voci, rivista di scrittura, dove Giovanni Fierro intervista Valeria Raimondi su La nostra classe sepolta.

Bisogna scende un po’ nella pagina, che contiene molti cotributi, compresi quelli di due amici di lunga data della nostra casa editrice, Francesco Sassetto e Sandro Pecchiari.

[Leggi qui]

Igor Ferri su La nostra classe sepolta

Igor Ferri su La nostra classe sepolta

Condividiamo qui la rencesione di Igor Ferri a La nostra classe sepolta, antologia a cura di Valeria Raimondi.

Va da sé che senza scomodare Protagora, il quale ci ricorda che la realtà oggettiva “appare” differente in base agli individui che la interpretano (e in base a differenti variabili culturali, sociali, identitarie ecc.), questo libro andrebbe letto da chiunque volesse affrontarlo ponendosi nell’ottica della verità oggettiva, quella dei fatti che accadono.

[Leggi qui]

Bibliovorax su La nostra classe sepolta

Bibliovorax su La nostra classe sepolta

Condividiamo, da Bibliovorax questa sentita segnalazione a cura di Antonella Nocera a La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi.

Ringrazio Marjo Durmishi per avermi fatto conoscere questo libro a cui intendo dare la massima importanza. Ad uno sguardo d’insieme le raccolte poetiche di oggi si perdono in estetismi tardodannunziani e in rarefazioni postreme del nichilismo “pop”.
Ma questa antologia è un raggio, un segno nel terreno, un menhir di nuovi percorsi. Una raccolta di vera vita, palpitante, di gente che che non ha velleità artistiche e a cui non interessano premi e riconoscimenti letterari. Questa antologia di canti dal lavoro prende il titolo da un verso di Luigi di Ruscio a cui dobbiamo una delle raccolte poetiche di maggior respiro :Poesie operaie (2007)
Contiene versi cristallini e infuocati( si può essere entrambe le cose ) di operai, metalmeccanici, infermieri, docenti, giornalisti. Il lavoro nero, il precariato, le morti invendicate sul lavoro. Una raccolta che si lega al grande filone della letteratura industriale cui tanto lustro diedero Vittorini e Calvino nelle pagine del Menabò di letteratura negli anni 60 ma che ha avuto vastissima risonanza fino ad arrivare ai nostri giorni ( cito Vitaliano Trevisan, Francesco Dezio Angrlo Ferracuti, Ermanno Rea).
Vale la pena di ricordare una poetessa Ada Negri( 1870-1945) che lasciò versi di grande lucidità sul tema degli ingranaggi folli della macchina al cospetto di un’umanità sempre più alienata. Leggetela e leggete La nostra classe sepolta, edizioni Pietre Vive 2016.
Spero di avereil piacere di presentarla a Palermo se ce ne sarà occasione.

La nostra classe sepolta su Popolis

La nostra classe sepolta su Popolis

Su Popolis Valerio Gardoni scrive di La nostra classe sepolta, antologia a cura di Valeria Raimondi e ci fa un grande coomplimento dicendo che non è semplicemente “un libro da scaffale” ma da vivere come un’esperienza.

Non è un libro da scaffale, da svogliare ogni tanto, c’è nelle pagine la volontà di raccontare, con la sintesi della poesia, il mondo del lavoro di oggi, di lotte sociale perdute, di morti sul lavoro da bollettino dal fronte di una guerra che non si combatte più, che cede dinnanzi all’economia globalizzata e senza ne rispetto ne pietà.

[Leggi qui]

La nostra classe sepolta su Perigeion

La nostra classe sepolta su Perigeion

Considerato il rapporto intimo e sofferto che lega questo libro a Perigeion, la recensione di La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi non poteva che toccarci, in qualche modo, un po’ più a fondo. L’ha firmata Nino Iacovella che ringraziamo, anche, per i complimenti.

“Ma è qui, dalla voce della poesia che si arriva a toccare con mano tutta la violenza sottaciuta nel rapporto di lavoro dei nostri tempi. E se La nostra classe sepolta allude al lutto per una scomparsa, dai morti sul lavoro o all’intera classe sociale completamente dimenticata dalle tematiche mainstream dei giorni nostri, ecco che la poesia torna in gioco, sferza, pur nella sua marginalità, con la sua verità per risvegliare le coscienze di chi si appresta a leggere.”

[Leggi qui]

La nostra classe sepolta su Librincircolo

La nostra classe sepolta su Librincircolo

Ecco la nota di lettura di La nostra classe sepolta. Cronache poetiche sui mondi del lavoro a cura di Valeria Raimondi, a firma di Giuseppe Di Matteo uscita oggi su Librincircolo.

Un canto collettivo di lotta e resistenza che riporta in vita una classe apparentemente sepolta. E non poteva esserci altro modo che la poesia per restituire a questi uomini, di Lettere e Sudore, la coscienza di sé e della propria missione nel mondo.

“Il poeta è un operaio”, recita una splendida poesia di Vladimir Majakovskij. Ed è, inevitabilmente, anche il sottotitolo morale di questa bellissima raccolta:

‘Chi è superiore: il poeta o il tecnico/
che porta gli uomini a vantaggi pratici?/
Sono uguali. I cuori sono anche motori./'”.

Pepè