La nostra classe sepolta su Tribuna Magazine

La nostra classe sepolta su Tribuna Magazine

È stata appena pubblicata a Cluj, e dall’estate sarà disponibile anche in Italia, Tribuna Magazine, storica rivista culturale rumena, con una antologia dedicata ai contatti poetici con l’Italia. All’interno di questo numero c’è anche una scelta di testi tradotti della nostra antologia “La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro”. La presentazione dei testi è affidata a Valeria Raimondi, curatrice del volume. I testi sono di Christian Tito, Luca Bassi Andreasi, Matteo Rusconi, Fouad Lakehal, Francesco Tomada, Marco Cinque, Anna Lombardo-Geymonat.
Oltre a tutta una serie di amici e autori di valore fra i quali segnaliamo Paolo Polvani, Francesca Del Moro, Claudia Zironi, Clery Celeste, Martina Campi, Fabia Ghenzovich, Pina Piccolo, Lucianna Argentino, Stefania Onidi e Gabriella Montanari.
Ringraziamo di cuore Serena Piccoli e Giorgia Monti per il loro lavoro.

 

La nostra classe sepolta su Poesia e Resistenza

La nostra classe sepolta su Poesia e Resistenza

“Tutte le anime del lavoro insomma paiono riunite in una narrazione corale in cui, smarrita ogni forma di ideologia, persa ogni illusione, resta il gesto: quello del lavoratore che seguita nella sua mansione, nonostante tutto; quello del poeta che, nonostante quello smarrimento, sa raccogliere nella parola la fatica, due gesti che talvolta si toccano, fino a combaciare, a dirci che l’essere poeta non è un mestiere, ma un dovere.”
La nostra classe sepolta su Bibliovorax

La nostra classe sepolta su Bibliovorax

Oggi su Bibliovorax Gabriella Venera Vania Grasso per #limoni parla dell’antologia La nostra classe sepolta con un articolo e un’intervista alla curatrice Valeria Raimondi:

“Di Ruscio ci lascia in eredità un’idea di lotta politica irriducibile, ancora praticabile e reale: Siamo nella creazione prima del caos, quindi siamo ancora a costruire qualcosa come lotta viva, solo momentaneamente indistinta, sepolta sì, ma non arresa.”

(Leggi qui)

Pietre Vive a Bologna in Lettere 2020

Pietre Vive a Bologna in Lettere 2020

Nella cornice speciale di Bologna in Lettere 2020 che è riuscita a realizzare un interessantissimo esperimento di festival online, due sono gli interventi che hanno vista coinvolta in particolare la nostra casa editrice.

Il primo, il 18 maggio, con Anna Lombardo introdotta da Francesca Del Moro (leggi QUI), entrambe le autrici antologizzate in La nostra classe sepolta, antologia su poesia e lavoro a cura di Valeria Raimondi.

Il secondo, il 24 maggio, con Elena Zuccaccia e Nicola Cappelletti che interpretano in un suggestivo mix di parole e suoni il secondo capitolo di Ordine e Mutilazione.

La missione di un poeta

La missione di un poeta

Dal blog di Vitantonio Lillo, un pezzo su Luigi Di Ruscio, Bertolt Brecht, Rosa Luxemburg e La nostra classe sepolta.

Rileggevo la poesia di Luigi Di Ruscio da un verso della quale trae spunto il titolo della nostra raccolta su poesia e lavoro La nostra classe sepolta, a cura di Valeria Raimondi (Pietre Vive, 2019). La poesia si intitola Per mia figlia ed è una bellissima lettera-poesia contenuta in Poesie scelte 1953-2010, a cura di Massimo Gezzi (Marcos y Marcos, 2019). Come tutte le poesie di Di Ruscio ha avuto una lunga gestazione e diverse e significative varianti…

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Letteratura dei nuovi operai fra Italia e Cina

Letteratura dei nuovi operai fra Italia e Cina

La rivista XIN GONGREN WENXUE (Letteratura dei nuovi operai), autoprodotta da un gruppo di lavoratori scrittori di Pechino, nel suo 7° numero pubblica alcuni poeti /e dall’antologia LA NOSTRA CLASSE SEPOLTA, Cronache poetiche dai mondi del lavoro, a cura di Valeria Raimondi (ed. Pietre Vive, 2019). I testi sono stati tradotti da Federico Picerni. Così come sua è la nota di presentazione che segue:

La tanto decantata potenza economica della Cina non sarebbe possibile senza un enorme esercito di manodopera a basso costo che ne ha posto materialmente le condizioni. A differenza del passato, gran parte di questa forza-lavoro è oggi mobile e ibrida: proveniente dalle varie parti della Cina, si sposta a milioni dalle campagne alle grandi città, dove trova lavoro in cantieri edili, fabbriche, nella pulizia urbana, come “rider” – fondamentali nelle odierne “smart city” – e, soprattutto le donne, nella cura domestica. Parliamo di almeno 200 milioni di persone “fluttuanti”. La caratteristica di questi lavoratori migranti è che, pur spostandosi all’interno dello stesso Paese, condividono molti dei problemi incontrati dai migranti transnazionali: in particolare, dal momento che la mobilità interna in Cina è fortemente regolata, spesso non riescono ad ottenere il certificato di residenza urbana, senza il quale non hanno accesso ai servizi pubblici della città, ivi compresi istruzione e sanità. Ciò mette molti di questi lavoratori migranti in condizioni di forte precarietà e ricattabilità, a volte persino ai margini della legalità.

L’esigenza di raccontarsi e raccontare la propria esperienza si è tradotta, sin dagli anni ’80, in una vastissima produzione letteraria (poesia in primis, ma anche narrativa e non-fiction, fra le forme prevalenti) da parte di quelli che oggi vengono chiamati “nuovi operai”. La rivista Xin gongren wenxue (Letteratura dei nuovi operai), autoprodotta da un gruppo di lavoratori scrittori di Pechino, è forse la più recente (essendo nata il 1° maggio 2019) fra le tante che si propongono di offrire uno spazio di condivisione e critica di tale letteratura. A partire dal 7° numero, che ne celebra il primo anno di vita, pubblica anche traduzioni da lingue estere: i poeti de La nostra classe sepolta inaugurano questa nuova rubrica.

Per un contributo insieme sintetico e completo, si suggerisce il seguente articolo: Operai Cina (LEGGI QUI).

Sulla poesia operaia cinese, invece: Metamorfosi operaie. Corpo e alienazione in alcuni poeti operai cinesi (LEGGI QUI).

 

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Federico Picerni è dottore in letteratura cinese contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, in consorzio con l’Università di Heidelberg. Il suo progetto di ricerca riguarda la produzione letteraria degli operai migranti cinesi, focalizzandosi sul gruppo di scrittori di Picun, alla periferia di Pechino.

 

Valeria Raimondi su Lamericalatina

Valeria Raimondi su Lamericalatina

Su LAMERICALATINA una intervista di Pina Piccolo a Valeria Raimondi in cui si parla di Valeria come poetessa, infermiera impegnata in prima linea a Brescia e militante. Valeria ha curato l’antologia “La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro” pubblicata da Pietre Vive Editore.

L’intervista è stata rilanciata anche dal sito messicano Desinformemonos.

E in lingua italiana sul sito Carmilla.

Valeria Raimondi su Fare Voci

Valeria Raimondi su Fare Voci

In questi giorni si sta chiusi in casa, però le idee continuano a girare, e questa è forse la cosa più importante per resistere. Chiudiamo dunque la settimana con Fare Voci, rivista di scrittura, dove Giovanni Fierro intervista Valeria Raimondi su La nostra classe sepolta.

Bisogna scende un po’ nella pagina, che contiene molti cotributi, compresi quelli di due amici di lunga data della nostra casa editrice, Francesco Sassetto e Sandro Pecchiari.

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