Oggi su Poesiaeresistenza la recesione di Emanuele Andrea Spano a La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro
“Tutte le anime del lavoro insomma paiono riunite in una narrazione corale in cui, smarrita ogni forma di ideologia, persa ogni illusione, resta il gesto: quello del lavoratore che seguita nella sua mansione, nonostante tutto; quello del poeta che, nonostante quello smarrimento, sa raccogliere nella parola la fatica, due gesti che talvolta si toccano, fino a combaciare, a dirci che l’essere poeta non è un mestiere, ma un dovere.”

