John Taylor su Imperfetta Ellisse

Su Imperfetta Ellisse recesione a Oblò/Portholes di John Taylor, traduzione di Marco Morello, illustrazioni, di Caroline François-Rubino, postfazione di Franca Mancinelli, a cura (ottima) di Giacomo Cerrai.

“Credo, soprattutto alla distanza di anni da quegli anni ’70, che Taylor abbia operato in maniera più ragionata eppure creativa di quanto appaia, assumendo su di sé, come direbbe Paul Ricoeur, la responsabilità di immettere l’immaginazione del poeta nella distanza del tempo, superando i limite stessi della memoria, che è sempre “sfocata”, blurred. Scegliendo mezzi, segni, simboli, stile: la luce e l’arco che essa disegna nella notte; gli elementi della natura (la cui visione è focalizzata dall’oblò) tratteggiati come primordiali, “nuovi” per il nuovo; la prosodia franta come un respiro corto e tuttavia ostinato che ben rappresenta lo sforzo che deve fare la parola, seppure poetica, per verbalizzare il pensiero, farne immagine raffinata.”

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