Oblò su Limina Mundi

Oblò su Limina Mundi

Oggi su Limina Mundi una nota di lettura, a cura di Adriana Gloria Marigo, a Oblò/Portholes di John Taylor, traduzione di Marco Morello, illustrato da opere di Caroline François-Rubino.

Tra Samos, Agosto 1976 e Bessans, Agosto 2014, nella coniugazione alchemica di mare e montagna in tempi distanti tra loro, il poeta John Taylor matura le sedimentazioni psichiche di un viaggio materico intimistico spirituale avvenuto nell’Egeo dove la potenza eliaca della luce scolpisce frammenta esalta le forme, il genio del mare induce l’occhio del poeta a lambire in modo immaginale le acque secondo uno sguardo affine alla visione:

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John Taylor su Bologna in Lettere

John Taylor su Bologna in Lettere

Su Bologna in lettere la nota critica di Sonia Caporossi a Oblò/Portholes di John Taylor, nella traduzione di Marco Morello, e con le preziose illustrazioni di Caroline François-Rubino.

“Nella traduzione di Marco Morello, la lingua inglese, strutturalmente asciutta, essenziale, esangue e per questo tra le più adatte a rappresentare l’evocatività in senso puro, viene trasposta in una modulazione rarefatta, ovattata, riuscendo a rendere compiutamente il senso di allucinazione e abbandono che permea l’intera opera.”

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John Taylor su Imperfetta Ellisse

John Taylor su Imperfetta Ellisse

Su Imperfetta Ellisse recesione a Oblò/Portholes di John Taylor, traduzione di Marco Morello, illustrazioni, di Caroline François-Rubino, postfazione di Franca Mancinelli, a cura (ottima) di Giacomo Cerrai.

“Credo, soprattutto alla distanza di anni da quegli anni ’70, che Taylor abbia operato in maniera più ragionata eppure creativa di quanto appaia, assumendo su di sé, come direbbe Paul Ricoeur, la responsabilità di immettere l’immaginazione del poeta nella distanza del tempo, superando i limite stessi della memoria, che è sempre “sfocata”, blurred. Scegliendo mezzi, segni, simboli, stile: la luce e l’arco che essa disegna nella notte; gli elementi della natura (la cui visione è focalizzata dall’oblò) tratteggiati come primordiali, “nuovi” per il nuovo; la prosodia franta come un respiro corto e tuttavia ostinato che ben rappresenta lo sforzo che deve fare la parola, seppure poetica, per verbalizzare il pensiero, farne immagine raffinata.”

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John Taylor su Argo

John Taylor su Argo

Segnaliamo che sul N.20 della rivista Argo, “L’Europa dei poeti”, dedicato alle voci della poesia europea contemporanea; con saggi, interviste, poesie, traduzioni, c’è una selezione a cura di Franca Mancinelli di poesie di John Taylor da Portholes, oltre a tanti altri autori da noi amati come Mario Benedetti, Charles Simic, Gabriella Musetti, Silvia Rosa e Rossella Renzi che ne ha curato i contenuti.

Disponibile qui per l’acquisto.

Portholes: una lettura

Portholes: una lettura

Ecco qui una lettura di Portholes di John Taylor. Il video è stato realizzato per la casa editrice dell’edizione francese del volume L’oeil ébloui.

Per la versione italiana, nella traduzione di Marco Morello, invece ci si deve rifare al volume Oblò/Portholes.

La copertina del video, così come del libro, è di Caroline François-Rubino.

Oblò/Porthholes su Poetarum Silva

Oblò/Porthholes su Poetarum Silva

Oggi su Poetarum Silva l’attesissima nota di lettura di Carlo Tosetti a Oblò/Poertholes di John Taylor tradotto da Marco Morello e con pitture di Caroline François-Rubino.

“L’oblò è un’apertura che circoscrive il campo visivo, possiede nel macrocosmo il medesimo potere che il microscopio ha nel microcosmo, isola i dettagli, rendendoli a sé stanti, avulsi dall’ambiente nella sua totalità. Sono i dettagli che fanno da mattoni a questa raccolta, dettagli esteriori, del fuori da sé, che si alternano, o risuonano con affratellati dettagli intimi, che gorgogliano dall’inconscio.”

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Elvio Ceci su Oblò

Elvio Ceci su Oblò

Su Il giornalaccio Elvio Ceci recensisce Oblò/Portholes di John Taylor, nella traduzione di Marco Morello, con dipinti di Caroline François-Rubino e postfazione di Franca Mancinelli.

È un poema molto intenso, pieno di immagini che ricordano degli acquerelli: sono molti infatti i termini del campo semantico dei colori e, quasi sinesteticamente, dei suoni. Il poema è saggiamente correlato da acquerelli di Caroline François-Rubino, dei paesaggi dipinti come fossero fotografie con il filtro fish-eye: dentro questi oblò, che sembrano foto ma sono quadri, passa il mondo con i suoi notturni, le sue tempeste e i suoi miraggi

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Premio Bologna in Lettere: prima selezione

Premio Bologna in Lettere: prima selezione

Ecco da Bologna in lettere i risultati della prima selezione del Premio per opere edite. Fra gli altri due autori di Pietre Vive Editore, Giovanni Laera con ‘Fiore che ssembe‘ e John Taylor con ‘Oblò/Portholes’. E adesso vai col secondo giro.

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Aggiornamento, le due opere in questione sono risultate fra le segnalate del premio. Entrambe, insieme alle altre, verranno presentare in una serata a tema, fra ottobre e novembre 2020.

Due recensioni a Oblò/Portholes

Due recensioni a Oblò/Portholes

Segnaliamo due recensioni a Oblò/Portholes di John Taylor con dipinti di Caroline François-Rubino.

La prima di Francesco Ottonello, uscita alcuni giorni fa su MediumPoesia, su può leggere qui.
La seconda di Rosa Pierno (di cui mostriamo solo la prima pagina, così comprate la rivista), è appena uscita su Menabò, quadrimestrale di cultura poetica e letteraria edito da Terra D’ulivi Edizioni. Ringraziamo di cuore Stefania Onidi che ce l’ha segnalata e che ci segue e che seguiamo sempre con affetto.