Pasquale Vitagliano parla di Il mondo come un clamoroso errore di Paolo Polvani su Neobar.
Sono sicuro che anche Paolo Polvani scriva poesie per “farsi voler bene”. Non è sentimentalismo, attenzione. Si tratta bensì di umana tenerezza. Il protagonista del film Le vite degli altri è una spia della dittatura; eppure sarà proprio lui a salvare lo scrittore dissidente che, per ricambiare, gli dedicherà la sua opera, a lui e a “tutte le persone buone”. Qui, invece, è il poeta che osserva e “registra” la vita degli altri, migranti, puttane, file di uomini, nomadi, operaie, monaci e vecchi.

