Alessandro Canzian su Limonio

Alessandro Canzian su Limonio

Appena uscita su Laboratori Poesia una recensione assai generosa di Alessandro Canzian a Limonio di Antonio Lillo talmente bella che forse Lillo nemmeno se la meritava.

“Limonio di Antonio Lillo è un libro di Poesia (di quelle con la P maiuscola, appunto) perché tra le sue pagine riempie e descrive una parola che in italiano non esiste. Il contrario di ‘esposizione’, che non è ‘nascondere’ ma rendere comunque visibile, pubblica, una cosa, senza ‘esporla’. Uscendo dalla grata di valori odierna e parlando una lingua poeticamente umana e consapevole, dotta ma senza ‘esposizione’. Capace di trattare temi diversi quali il lavoro e la lingua sempre con un’autoironia da ‘àncora’ se non di ‘salvezza’ almeno di ‘trattenimento a galla’. Con quel pizzico di irriverenza linguistica utile a far capire lo straniamento, la difficoltà, che c’è nel vivere odierno. Sia come poeti, sia come Editori, sia come quarantenni.”

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Massimo Seriacopi su Limonio

Massimo Seriacopi su Limonio

La settimana scorsa a Firenze, abbiamo conosciuto Massimo Seriacopi, dantista, il quale ha scritto tutta di cuore questa nota su Limonio di Antonio Lillo, che viene ospitata oggi sul blog di Roberto R. Corsi.

…al di là dell’eleganza con cui il libello viene presentato, la ricchezza del prosimetro si sa venare, evidentemente per natura stessa dell’autore, di elementi ironici e autoironici che si pongono in un rapporto dialettico con le difficoltà esistenziali sperimentate e affrontate, non di poco peso e non immuni da malinconie, eppure sempre tese verso uno sprazzo di luminosità che riesce ad alleggerire, con una saggia incoscienza (o temeraria coscienza), la pesantezza del combattimento – che sa diventare accettazione e tenzone – con le umane fragilità, con gli umani limiti…

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