Alessandro Mazzi recensisce Ordine e Mutilazione

La storia di queste poesie sembra arrivare dalla Francia, in un treno in cui c’è ancora l’odore di Bataille e dei suoi compagni di viaggio. Lungo le rotaie la violenza fisica pare essersi stancata – ma non arresa – e la sua inerzia è divenuta accenno. E questo accenno è diventato movenza. E questa movenza ha perso i contorni che la definiscono, poco alla volta, trasformandosi in verso.

[continua a leggere su Jona Editore]