Intervista a Alessandro Silva su Temperamente

Oggi su TEMPERAMENTE intervista ad Alessandro Silva, autore di L’adatto vocabolario di ogni specie, vincitore nel 2015 di Luce a Sud Est – Concorso di scrittura sociale. L’intervista è a cura di Susanna De Candia, che ringraziamo.

Perché uno scrittore di Parma sceglie di scrivere sull’Ilva di Taranto? Ma soprattutto, perché in forma di poesia?

Il caso dell’Ilva, fin da quando venne reso noto da telegiornali e quotidiani, produsse in me un’inquietudine talmente profonda da restarmi come ingombro nella mente. All’epoca lavoravo come Dottorando in Biologia e Patologia molecolare all’Università di Parma e mi occupavo di ricerca in campo oncologico. La lotta degli operai, la cui vita veniva bevuta a grandi sorsi da malattie mortali (in primis proprio tumori) o dalla fatica del lavoro, aveva qualcosa di epico e dunque tragico nella sua impossibilità di rovesciare il potere alto, lasciando che esso soggiogasse le aspirazioni di questi uomini e la loro fede in una bellezza quotidiana inarrivabile. Tenni per me queste immagini senza lasciarle confondere al resto di affanni e sofferenze di cui si riempieva il mondo in quel periodo. Sino allo scorso anno, quando capii come poteva essere giunto l’attimo di lasciarle trapelare con la scrittura poetica. Perché la poesia è fare e trasmettere concetti in maniera potente e immediata. E con la poesia Taranto divenne per me un operaio dell’Italia. Uno dei tanti che toglie vita alla notte e dà il suo pezzo di aria al giorno.

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