Labiali su Poetarum Silva

Labiali su Poetarum Silva

Fabio Michieli recensisce Labiali di Paolo Castronuovo su Poetarum Silva.

Divisa in due parti distinte e allo stesso dialoganti, mercurio (da qui i primi tre componimenti presentati) e monoliti (da qui gli altri due), più mosto, poesia che chiude l’intera raccolta, labiali si propone agli occhi del lettore come un libro provocatorio, scorretto e inaspettatamente maturo, vista la giovane età del poeta (classe 1986): un poema bipartito, con un ritmo da tragedia in due atti classicamente introdotti da un prologo (siamo sabbia fronde capi stesi…), al quale è affidato il compito di anticipare la materia e la ‘morale’ dell’opera, e al quale si oppone un esodo (il già ricordato mosto).

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Oggi, domani, dopodomani

Oggi, domani, dopodomani

Il 10 dicembre cominciano i nostri corsi B.digital sugli e-book e i libri multimediali insieme a Luca Campagnoli. Per una casa editrice che ha investito tante sue risorse sulla poesia e su libri illustrati da artisti di grido sembra quasi una contraddizione. La poesia in e-book, ma si può? E si vende?

Due anni fa avremmo detto NO, decisamente NO. Eppure, proprio come ci disse Stefano Izzo, editor della Rizzoli invitato a Get Up! Svegliamo l’editoria, laboratorio sull’editoria organizzata un paio di anni fa dall’associazione Riga quarantadue a Bari: «gli e-book di sicuro non sostituiranno i libri cartacei domani, però lo faranno dopodomani». Quelle parole ce le siamo segnate, quasi fossero un allarme lanciato per l’eventuale temporale in arrivo. E se le previsioni meteo fino a una settimana difficilmente sbagliano, figurarsi quelle fatte per dopodomani. Sinceramente non siamo convinti che gli e-reader così come sono strutturati oggi siano la vera risposta al libro come supporto, anzi secondo noi lo devono ancora trovare un sostituto ideale, ma il digitale è il primo passo verso il futuro del libro e far finta di nulla ad aspettare di vedere che succede è da sciocchi. E poi gli e-book ti permettono di arrivare ovunque, lo abbiamo già detto, soprattutto se tradotti in più lingue e con contenuti multimediali aggiunti (una sciccheria).

Ma confessiamo che, più di tutto il resto, a convincerci definitivamente alla trasformazione è stata mia madre che i nostri libri formato 12×17 fa fatica a leggerli senza occhiali, e se li sogna su tablet solo per modificare a suo piacere la dimensione del carattere e diventare così l’editrice di se stessa oltre che dello stesso editore.

Wunderkammer su Nazione Indiana

Wunderkammer su Nazione Indiana

Daniene Ventre recensisce Wunderkammer di Carlo Tosetti su Nazione Indiana:

Nel paesaggio variegato della produzione poetica attuale si fa notare, dalla sua posizione defilata, l’anomalia formale della raccolta Wunderkammer di Carlo Tosetti, uscita (terza dopo Le stelle intorno ad Halley, 2000, e Mus Norvegicus, 2004) nella scorsa primavera, per i tipi di Pietre Vive Editore.

Di anomalia si tratta, o meglio di collazione e collezione di anomalie, sin dal titolo, che fra gli incroci e le inopinate e inopinabili contiguità della biblioteca di Babele, riecheggia, forse per espressa volontà di antifrasi o magari per assimilazione-opposizione semi-conscia, il pur diversissimo Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, Le Lettere, 2009) di Zaffarano, e in modo certo più trasparente e immediato richiama le Wunderkammern di cui è costellato il Rinascimento, regie camere scrigno destinate a contenere oggetti paradossali o rari, e a conservarli secondo logiche e criteri che riflettevano gli interessi scientifici o artistici, le visioni eccentriche e le nevrosi dei loro proprietari e ideatori.

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Antonio Giampietro recensisce Bestiario Fiorito

Antonio Giampietro recensisce Bestiario Fiorito

«Ma un figlio del Sud non è per forza destinato al fallimento, questa prole testarda può trovare il suo riscatto se resta con tutte le forze attaccata alla vita».

Termina così la bellissima recensione di Antonio Giampietro appena uscita su incroci, al mio Bestiario Fiorito (Pietre Vive 2016). Qui sotto un estratto dell’inizio. E per leggerla tutta (tre colonne) comprate la rivista.
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Sursum corda. Il primo corso B.digital con Emons

Sursum corda. Il primo corso B.digital con Emons

«La poesia non va letta, va detta».

Ci ha detto così Sergio Polimene, più o meno dieci minuti dopo essere arrivato in Puglia con Paolo Girella per il corso di tre giorni sugli audiolibri che abbiamo organizzato qui con Emons. Ci avevano chiesto a cosa fossimo interessati in particolare degli audiolibri, e noi gli abbiamo risposto che volevamo produrli, ma di poesia.

“Va detta” nel senso che la devi sentire e dire di conseguenza, e non semplicemente interpretare, col rischio di sviarla dal suo solco. Va detto, anche, che i nostri autori sono quasi tutti vivi, e questo ci ha molto consolato. Quel che non capiamo dei loro versi siamo ancora in tempo a chiederlo a loro.

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Il centro di ricerca Basile-Caramia, la struttura dove si è tenuto il corso
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Paolo Girella e Sergio Polimene di Emons

Abbiamo passato tre giorni (dal 25 al 27 novembre) parlando di questa dimensione del libro che ci affascinava ma non conoscevamo, non davvero. Tre giorni che hanno dato nuova spinta ai nostri propositi e hanno acceso l’interesse dei curiosi. Quando abbiamo presentato il progetto a Funder35, l’audiolibro ci sembrava una valida alternativa al libro cartaceo, in virtù della sua natura, per certi versi assai classica, di storia “detta” – proprio come già prima della scrittura, quando ci si atteneva a un rigido schema di metri e rime per ricordare a memorie pagine e pagine di storie che venivano raccontate alla comunità, e adesso ci si rifà al testo, senza improvvisazione, per rendere il libro con la voce.

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Lezione in aula

Ma nella nostra ingenuità, pensavamo fosse un mercato di nicchia, o ancora in espansione. Lo è ma soltanto in Italia, dove siamo sinceri tutto è di nicchia se riguarda l’arte e la cultura. Invece, e la cosa ci ha molto impressionato, la differenza di numeri fra Italia e tanti paesi d’Europa (Germania, Inghilterra) dove l’audiolibro è diffusissimo, è spaventosa. C’è un mercato immenso oltre i nostri confini, dove quasi subito di ogni libro viene prodotta la versione audio, e viene considerato anche a livello scolastico un potente mezzo per appassionare fin da bambini alla lettura, cosa che spesso in Italia viene negata dai metodi di insegnamento dove il libro è il libro, e il libro cartaceo che favorisce l’apprendimento a memoria, è l’unica possibilità. Insomma, si scontrano qui due culture del libro, quella italiana che lo intende come mezzo, e quella europea che lo intende come fine. Noi in questo ci siamo sentiti molto europei.

Non per nulla Amazon ha aperto Audible, un società apposta per gli audiolibri. Il mercato è in continua espansione e noi siamo in tempo a cavalcarlo. È una bella sensazione sentirsi dentro il cambiamento in atto e non quelli arrivati dopo.

Quanto ai corsi, per i più curiosi come i tanti che ci hanno chiamato per informarsi, si sono svolti in maniera molto informale, sul doppio fronte tecnico e pratico.

Tecnico, con Sergio Polimene, per quanto riguarda l’inquadramento nel mercato, la gestione dei costi e poi la parte burocratica di registrazione del libro sul mercato, i problemi con la Siae la cui modulistica ci è parsa farraginosa in maniera imbarazzante e spesso insensata.

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Lezione in studio all’Officina Musicale di Castellana Grotte con Giuseppe Mariani e Francesca Montanaro come lettrice

Pratico, con Paolo Girella, per l’impostazione del rapporto in sala di registrazione fra i tre attori dell’audiolibro: il lettore, il fonico e il regista, ruolo assai più fondamentale di quanto già non pensassimo. In questo senso il corso si è suddiviso in una prima parte preparatoria: la scelta del testo, la scelta della voce, il taglio da dare all’opera, i macchinari di registrazione, la postura del lettore e l’uso più corretto del microfono. E poi in una seconda fase, direttamente in sala di registrazione, in cui Paolo ci ha fatto vedere, con il supporto di Giuseppe Mariani come fonico e Francesca Montanaro come lettrice, come si svolge la registrazione di alcune pagine, quali sono gli errori più frequenti, come intervenire sull’attore, come impostare un buon rapporto con lui e come creare la giusta tensione da cui si genera il libro. Perché come giustamente ci hanno detto: «Un attore troppo perfetto poi risulta noioso».

Le esercitazioni in sala hanno visto dunque la classe suddividersi nei ruoli di registi e lettori per capire meglio le varie problematiche connesse alla registrazione. E personalmente chi scrive ha avuto il suo primo blocco di fronte a una parola di cui non solo non conosceva la pronuncia ma non ce n’era nemmeno traccia in internet. Tu diresti che la parola non esiste, e invece c’è: sta su un libro infatti, e sapere come si pronuncia diventa un tuo problema, oltre che una ricerca personale e poi un arricchimento del tuo bagaglio.

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Collegamento skype con Andrea Giuseppini

Infine in collegamento skype, un tecnico di Emons, Andrea Giuseppini, ci ha mostrato come si interviene in genere sui file per ripulirli dalle imperfezione ed editare l’audio definitivo.

Ecco, già detta così è stata una bella esperienza. Poi abbiamo goduto dei mille aneddoti, alcuni assai spassosi, altri irriferibili, sugli illustri interpreti di audiolibri per Emons. Su tutti, sempre per chi scrive, i preferiti riguardavano il da poco scomparso Paolo Poli, che proprio con Emons ha realizzato il suo ultimo lavoro.

Ma soprattutto, la cosa più emozionante è stata intuire il rapporto assai forte che lega tutta la squadra di Emons, che in Italia conta otto persone. Vedevo loro e pensavo a com’è bello arrivare a quel tipo di intimità, di rapporto “famigliare” in casa editrice, di singole persone che condividendo una stanza di lavoro danno sempre il meglio di sé ma come organismo. Mi ha scaldato il cuore.

Gliel’ho anche detto, a un certo punto: «La vostra realtà mi rincuora».

E loro mi hanno risposto: «Anche la vostra rincuora noi».

Sursum corda, dunque. C’è speranza.

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C’è speranza…
Programma Emons audiolibri 25-27 novembre 2016

Programma Emons audiolibri 25-27 novembre 2016

Ecco il programma del corso sugli audiolibri (cosa sono, come si realizzano, qual è il loro mercato) tenuto per noi da Emons Libri & Audiolibri. Docenti: Sergio Polimene e Paolo Girella, con un videocollegamento con Andrea Giuseppini.

Venerdì 25 pomeriggio: (aula) Presentazione della casa editrice, chi siamo, chi sono gli altri maggiori operatori del settore.

Modalità di fruizione degli audiolibri, differenza tra il digitale e il supporto fisico, problematiche del supporto fisico (dai maggiori costi di produzione al lento declino del supporto nei prossimi anni), accenni sul mercato degli audiolibri in Italia e all’estero. Elenco di tutte le fasi di produzione di un audiolibro.

Sabato 26 mattina: (aula) Approfondimento di ogni fase di produzione, dall’acquisizione dei diritti alla pubblicazione, con spiegazione delle procedure SIAE per poter pubblicare in libreria (fornitura e spiegazione della modulistica originale); domande dei corsisti; visione di alcuni backstage per cominciare ad entrare in sala di registrazione; varie ed eventuali.

Sabato 26 pomeriggio (aula) Teoria sulla lettura in sala e sulla regia di un audiolibro. Preparazione all’esperienza in sala di registrazione, illustrazione degli strumenti di lavoro. Domande aperte su tutto ciò che si è ascoltato, curiosità, varie ed eventuali.

Domenica 27 mattina: (sala di registrazione) Esperienza in sala di registrazione: i corsisti avranno l’opportunità di fare esperienza sia della lettura che della regia di un audiolibro: assisteranno ad un esempio di registrazione con attrice e regista, successivamente faranno esperienza diretta sia come registi che come lettori. Conversazione, in collegamento, con il tecnico che si occupa della postproduzione; domande tecniche, saluti.

INFO: info@pietreviveeditore.it – tel. 334 3429577 | 339 1617244

 

[foto Antonio Lillo]
Intervista su Words Social Forum

Intervista su Words Social Forum

Come hai cominciato a lavorare nell’editoria?

In verità mi ci ha trascinato un amico. Per quanto mi riguardascrivo più o meno da sempre, ma visto che mi ritengo persona mediamente intelligente non mi sarei mai imbarcato in una avventura editoriale che, dicono tutti a ragione, prospetta soltanto «sangue sudore e lacrime». Invece mi ci sono ritrovato mio malgrado, per colpa di questo amico che prima mi ha proposto la cosa e poi è scomparso, e visto che ci ho preso gusto ma mi sentivo solo, ho pensato di fare come lui, trascinandoci dentro quante più persone possibili, nella speranza che anche loro un giorno creino altri mostri come noi. Chiamala pureuna forma virale di sadomasochismo collettivo.

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[Nell’mmagine, opera del genio di Moebius]
Silva a Taranto

Silva a Taranto

Abbiamo preso i primi accordi per una superpresentazione che faremo ai primi del prossimo anno a Taranto di L’adatto vocabolario di ogni specie di Alessandro Ale Silva, con illustrazioni di Giovanni Munari, che poi porteremo in giro per la Puglia.

Per noi è un appuntamento molto importante e ci teniamo a sottolinearlo per vari motivi. Primo perché Taranto è un simbolo, il nodo su cui si gioca la visione di ciò che sarà, fra ferite aperte, menzogne, lotta e speranze, tanta morte e tanta voglia di vivere. Proprio per questo la presentazione si farà in S. Andrea degli Armeni Domus Armenorum Taranto, che ha già presentato spazio privato di Elena Vladareanu nella traduzione curata per noi da Gabriele Di Palma. S. Andrea degli Armeni è una realtà che rappresenta al meglio la parte più nobile e vitale della città. Poi perché il libro è vincitore di Luce a Sud Est – Concorso di scrittura sociale, che da quattro anni ci ostininiamo a portare avanti insieme ad Associazione Culturale “Il tre ruote ebbro”, e di cui il libro di Silva è, secondo noi, uno dei risultati più alti. Infine perché a Taranto è legata a una parte della nostra vita personale, senza la quale oggi, probabilmente, non saremmo qui. Un investimento sul futuro con un pizzico di nostalgia, insomma, o se preferite un altro messaggio: tenere i piedi per terra e guardare sempre in alto.

[Fotografia di Vitanna Convertini]
Sassi nel buio. Così funziona un audiolibro

Sassi nel buio. Così funziona un audiolibro

Fra le cose più belle dei nostri corsi c’è che in molti si interessano alla cosa, fanno domande. In particolare, su quello con Emons continuano a chiederci: Cos’è di preciso un audiolibro? Ma è un vero libro? E a chi serve? Chi lo ascolta?

Risposta. Se pensi a un libro come a un oggetto di carta stampata allora non ci siamo. Se allarghi un po’ la tua visione e lo pensi come un insieme di parole che costruiscono un pensiero, uno slancio, allora sì, ci siamo. A chi serve? Ai pigri, ai non vedenti, alle persone che amano fare più cose insieme, a chi non ha più forza di tenere un libro in mano ma chiede ancora una storia ancora una, a quelli che fanno viaggi coi figli e vogliono distrarli. Agli insonni che di notte credono ancora nel potere delle favole.

Ma serve anche, crediamo, a chi ci mette la voce. Saremo ingenui, ma fare un audiolibro lo immaginiamo un po’ allo stesso modo delle vecchie radio indipendenti, con lo stesso spirito, quando si stata davanti a un microfono come se si parlasse al mondo intero, lanciando sassi nel buio, né si sapeva a chi sarebbe arrivata la tua voce, e come sarebbe stata recepita, ma con tutte le forze si credeva che il potere della parola potesse superare ogni distanza. Non è forse lo stesso spirito che anima un autore?

Così giochiamo sporco e vi linkiamo questo. Chiudete gli occhi e ascoltate. Così funziona un audiolibro. Vi chiediamo: chi di voi non ha mai sognato di farlo?

Antonio Lillo

[Nella foto Walter Bagnardi ai tempi di Radio Onda Libera, per gentile concessione]