«Bello Emons, ma cos’è?»

«Bello Emons, ma cos’è?»

Stamattina una persona ci ha detto: «Bella questa cosa degli audiolibri, interessante, ma di che si tratta esattamente, e Emons cos’è?»

Così abbiamo pensato che più di mille spiegazioni parlassero gli esempi. Linkiamo un video, uno dei tanti che trovate sulla loro pagina, con uno a caso dei loro fantastici lettori, che parla del primo libro realizzato con loro (il secondo è America di Kafka), e più in generale parla di tutto ciò che ci piace, ovvero i libri e le belle storie. Ah, la Flavia di cui parla il principe al minuto 4.00, Flavia Gentili, è proprio la prof che terrà i corsi.

B.DIGITAL

26-27 novembre 2016
#1 – CORSO AUDIO- BOOK
Corso per la creazione di audiolibri a cura di Emons Audiolibri

Il mondo come un clamoroso errore

Il mondo come un clamoroso errore

Paolo Polvani vincintore della IV edizione di Luce a Sud Est

Vince la IV edizione di Luce a Sud Est – Concorso di scrittura sociale, promosso da Pietre Vive Editore e Il Tre Route Ebbro associazione culturale, la raccolta di poesie Il mondo come un clamoroso errore di Paolo Polvani.

La giuria del concorso, composta quest’anno da Marco Montanaro, Raffaele Niro, Cataldo Bevilacqua, Luciano Pagano e Antonio Lillo conferma, per il secondo anno di fila, la capacità della scrittura poetica di farsi linguaggio incisivo e preferenziale per affrontare le mai risolte questioni sociali del nostro Paese.

Paolo Polvani, classe 1951, vive a Barletta. Ha pubblicato diversi libri e collabora con varie riviste. È tra i fondatori e redattori della fanzine Versante ripido.

Il mondo come un clamoroso errore è una raccolta assai compatta di ritratti in versi. Protagonisti ne sono alcune figure di marginali, spesso immigrati, trattati con grande rispetto umano, apertura e curiosità per l’altro. Le poesie, dal verso nitido, spesso prosastico, hanno un taglio assai diretto, immediato e teso alla maggiore trasparenza possibile, ma raggiungono, nei testi di maggiore intimità e calore umano, vette liriche assai intense.

Dice Polvani: «Non credo che la poesia salverà il mondo, tuttavia credo che contribuisca a restare umani, a non perdere di vista un preciso indirizzo etico di partecipazione e di condivisione. La raccolta è semplicemente una sequenza di sguardi su persone e avvenimenti definiti genericamente come “ultimi”. Eppure credo che la poesia non possa prescindere da una grande curiosità e apertura nei confronti delle persone, da una forte empatia verso tutti gli esseri. E che questo interesse, unito a una tensione verso la ricerca di una più ampia ed efficace giustizia sociale – confluendo in quella più vasta corrente che definiamo cultura – possa contribuire a formare una energia di resistenza nei confronti del progressivo imbarbarimento cui siamo soggetti».

Una poesia dalla raccolta:

PURCHÉ VINCA LA GIUVE

Che il mondo vada a scatafascio, le guerre inaspriscano il pianeta,
i barconi facciano naufragio, i migranti a picco, i padri accoltellino
nel sonno, s’impennino i femminicidi, l’acqua scarseggi e tutta
sia di pochi, la crisi spiazzi, che l’ultima goccia di petrolio schizzi,
tutto questo per te non fa una piega, purché si vada avanti
con la liga, purché si faccia il coro, purché la curva ostenti
lo striscione, purché si salti sugli spalti, purché
il gregge veneri il pastore, purché viva la Giuve, purché risplenda
quella fede antica, la divinità più amica, purché viva la fica,
che il mondo scarti, scivoli, cada a precipizio, la bomba
faccia un’ecatombe, a Gaza i razzi squarcino i bambini, il paese
deragli, affoghi alluvionato, ma non si tocchi il campionato, purché
viva la Giuve, resti alto il vessillo del credo che anestetizza,
favorisce il sonno, confonde il senno, ottunde, vaneggia, mistifica, purché
viva la fica. Il mondo crolli, si sfracelli, ma che la curva
urli, il delirio deliri, il fanatismo scrosci e rimpiazzi
i residui sprazzi di lucidità, tutto finisca, si esaurisca il mondo, purché vinca la Giuve.

Un pomeriggio al bar. E se facessimo anche noi degli audiolibri?

Un pomeriggio al bar. E se facessimo anche noi degli audiolibri?

Le idee sono figlie dei tempi. E quando a noi è venuta fuori quella di fare degli audiolibri coi nostri testi era appena uscita la notizia di un taglio decisivo dei fondi per i corsi di italiano all’estero, nonostante la lingua italiana resti una delle più amate e studiate, ai primissimi posti nelle scelte degli studenti stranieri.

Eppure a noi, più prosaicamente, l’idea di fare degli audiolibri coi nostri testi è venuta un pomeriggio al bar, parlando con Giancarlo Di Dio (nome che è tutto un programma messianico), nostro amico appassionato di bicicletta che ci ha raccontato come lui i libri, piuttosto che leggerli preferisce ascoltarti durante le sue lunghissime escursioni in bici. Giancarlo mette le cuffie nelle orecchie e parte per nuovi territori, in cui si mischiano i paesaggi reali che gli corrono intorno e quelli immaginari che gli vengono raccontati.

Sollecitati dalla storia di Giancarlo, ci siamo ricordati di un bellissimo libro prodotto dalla Biblioteca Amatulli di Noci con Gelsorosso, un’antologia di poesia dialettale, che metteva insieme testi e voce (voce originale dei poeti) attraverso un lavoro di registrazione dei dialetti di stampo quasi etnografico che Lino Angiuli con suo cugino Lino Di Turi hanno realizzato più di trent’anni fa. Cosa facevano Lino e Lino? Se ne andavano in giro per la Puglia a recuperare poeti dialettali che poi trasportavano in studio di registrazione, oppure se li registravano loro con attrezzature personali. Si parla di fine anni ’70, primi ’80 quando un banco mixer era qualcosa di fantascientifico, lungo quanto una stanza di casa. Grazie al loro lavoro ci restano, ad esempio, le uniche testimonianze sonore di Pietro Gatti, importantissimo poeta dialettale nato e vissuto a Ceglie.

Così nella nostra testa tutte queste suggestioni si sono mischiate. Ci siamo detti: e se facessimo anche noi degli audiolibri? Meglio, se facessimo persino degli audiolibri di poesia? Chi altro li fa? Non vendono? Ma in Italia non vende nulla che c’entri con le parole, a parte le chiacchiere. Eppure la poesia è linguaggio musicale per definizione, si presta a essere declamata. Eppure, perché fermarsi sempre all’Italia? Perché questi libri non li proponiamo all’estero, in doppia lingua, su supporto digitale? Poesie tradotte per essere esportate all’estero, ma declamate in italiano. Perché la traduzione tradisce il suono, la voce originale del poeta. Perché la poesia, fra l’altro, è un potentissimo mezzo, con la sua densità lessicale, con la sua musicalità, per imparare la nostra lingua. Alla faccia di chi taglia i finanziamenti ai corsi di italiano all’estero. Non per nulla una delle figure più richieste nei suddetti corsi è il lettore, colui che legge dall’originale, per ridare il suono alla parola scritta. Noi il lettore lo mettiamo direttamente nel libro.

Così, con una chiacchierata al bar con Giancarlo Di Dio, è cominciato tutto: il progetto, la vittoria di Funder35, le varie (importanti) realtà che nel frattempo abbiamo contattato per fare i corsi. Fra cui Emons, con cui realizzeremo il corso di audiobook il 26 e 27 novembre, e che racconteremo meglio con il prossimo post.

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Wunderkammer su Poetarum Silva

Wunderkammer su Poetarum Silva

[Dalla recensione di Paolo Steffan]

Abito in un luogo percorso da una importante strada statale, che nel dialetto locale viene chiamata però provincial o provinzhal, a seconda della zona o dell’anzianità dei parlanti, e che, per la portata e la velocità dei mezzi, è tutto un cimitero di porcospini, tra rotatoria e altra rotatoria. Pochi chilometri a nord del suo tragitto, nella vallata di Pieve di Soligo, viveva Andrea Zanzotto, il poeta più climatico che abbiamo avuto, con la sua meteoropatia che ha condizionato moltissime pagine della sua opera (da Meteo, ai Misteri climatici, a Il vero tema). Abito infine a poca strada dalle Prealpi, che mutano di colore al cambiare della vegetazione, con un prevalere del rosso bruciato delle foglie dei castagni, colpiti da un male che sta disseccandone la linfa vitale, fino a una tragica morte cantata nei versi alti e nodosi di Cecchinel (La vozhe del castegnèr cròt).

Ecco perché, quando ho aperto Wunderkammer di Carlo Tosetti, ho sentito di trovarmi in una camera accogliente e famigliare, vicina, malgrado la sua sia poesia colta, che fin dal titolo e dalle due introduzioni in prosa (quella di Antonio Lillo e la sua) ci condiziona nel senso di un allontanamento, verso un mondo antico e nordico…

[continua a leggere su POETARUM SILVA]

Necessari alla nostra storia

Necessari alla nostra storia

Riparte adesso, leggiamo, la nuova edizione del Bando Funder 35 che – posso dirlo a ragion veduta – è una bella occasione per chi voglia far cultura, parolaccia estrema, al meridione, doppia parolaccia che per alcuni rasenta l’autogol. Ancora più se a finanziarti sono fondazioni di origine bancaria, terza parolaccia in una Europa che denigra o demonizza il Sud, la cultura e le banche. Eppure sentirsi dire: «guardate che è un bel progetto, meritevole di investimento» è una emozione come poche soprattutto per chi, come noi, non ci è abituato. Non tanto perché, se ti giochi bene le tue carte, puoi crescere e farla diventare una impresa economicamente vantaggiosa, ma soprattutto per quell’ingrediente in più che ritengo fondamentale, che qui in Puglia è stato alla base del governo Vendola e che ora pare essersi volatilizzato nel nulla, e cioè l’annullamento del senso di solitudine che prima o poi ti prende in un contesto spogliato com’è il nostro.

Al momento credo sia questo il maggior risultato ottenuto da Funder 35 e da Fondazione CON IL SUD: noi, almeno, ci siamo sentiti meno soli. C’è qualcuno che crede e investe in te, ci sono altre realtà, più o meno simili alla tua, con uguali ambizione e identiche paure (e sono tante, le associazioni come le paure). Poi diciamoci la verità: dire che hai vinto un bando di finanziamento così importante ti spalanca qualche porta in più, perlomeno cambia la tua immagine di fronte a molti. Ieri eri un perdente, oggi caspita hai vinto un bando, non sei poi così male come pensavo. Sono particolari ma fanno la differenza, persino nel tuo quotidiano.

La fiducia in se stessi ha un peso fondamentale per chi voglia provare a vincere una sfida. A volte, se non è corroborata, la fiducia vacilla. Adesso siamo obbligati alla sfida di farcela, di arrivare alla fine del progetto integri ed economicamente più ricchi, almeno un pizzico. Eppure avere un obiettivo aiuta a focalizzare anche l’azione, a darsi una direzione. Infine, ci mettiamo anche l’orgoglio di terroni, lo facciamo per il Sud. Perché, per quanto se ne dica, e si parli di pari opportunità per tutti gli italiani, chi vive al Sud lo sa che non è vero, che non è la stessa cosa, che devi lottare il doppio, fare il doppio della strada, gridare un pochino più forte solo per prenderti uno spazio che ad altri è garantito. La possibilità che un finanziamento possa un po’ livellare le distanze non è cosa da poco, soprattutto di fronte alle carenze istituzionali. Si può fare ancora tanto, ma se il nostro esempio può servire ad altri per provarci, per far crescere questo nostro Sud in una direzione che non va verso l’Ilva ma verso la Magna Grecia, allora siamo contenti, significa che siamo necessari due volte, a noi stessi e alla nostra storia.

Antonio Lillo

[Nella foto: gennaio 2016, Scuderie del Quirinale, premiazione dei Progetti Funder35 per il 2015]

 

#NoiFUNDER35

Vecchio blog

Vecchio blog

Il buon senso vorrebbe che fatto un nuovo  blog il vecchio venga travasato lì. Fatto sta che un po’ per pigrizia un poco per affezione romantica al vecchio, non siamo mai riusciti a farlo, e così ci siamo detti: Molto più semplice linkare il vecchio, poi chi vuole può sempre ripescare nel suo archivio quello che gli piace. Almeno lo crediamo.

Per quello vecchio, potete andare QUI.

New site in town

New site in town

Al terzo anno di attività è necessario farsi i debiti conti in casa, rivedere un po’ di cose e riassestare la propria direzione. A cominciare dal sito, ora più semplice e moderno. Altra novità evidente: abbiamo deciso, dopo molte discussioni, di eliminare uno dei due loghi che caratterizzavano la nostra produzione: la lisca di pesce. Resta l’altro, il satiro danzante, il più vicino crediamo al nostro spirito. Restano le nostre due collane storiche, iFossili e iCentoLillo, con alcuni rimasugli della vecchia vita, alcune copertine che man mano andranno modificate, più una nuova tutta dedicata ai cataloghi d’arte. Resta il nostro impegno a migliorare. A esserci.

Like a rolling stones.

Eccellenza: Funder35 premia Locorotondo

Eccellenza: Funder35 premia Locorotondo

Cos’è l’eccellenza di un territorio? L’eccellenza è quella cosa per cui in un progetto di finanziamento per imprese culturali, Funder35, promosso dalla fondazione ACRI, che copre tutta Italia e che quest’anno sostiene cinquanta imprese con un totale di 2,5 milioni di euro, tre di queste imprese sono di Locorotondo, indirizzando verso il nostro territorio delle cifre importanti per fare attività culturali. Ci sentiamo di dirlo con orgoglio. In realtà i soggetti finanziati sono due (Liolà e la nostra Pietre Vive) mentre la terza realtà, Il Tre Ruote Ebbro, è stata segnalata come meritevole e beneficerà di particolare servizi di supporto. Senza i ragazzi del Tre Ruote Ebbro, però, che hanno scritto con noi il progetto, Pietre Vive non avrebbe mai vinto. Per cui, per noi, i vincitori sono tre.

Il 26 gennaio 2016 sono state presentate al ministero dei Beni e delle Attività Culturali le cinquanta organizzazioni culturali vincitrici del bando. Il progetto da noi presentato si chiama B-Digital e si occuperà, lungo nel biennio 2016-2017, della realizzazione di audio e e-book, oltre a realizzare una serie di corsi di media marketing per imprese culturali.

Luce a sud est. Concorso di scrittura sociale

Luce a sud est. Concorso di scrittura sociale

Luce a Sud Est – concorso di scrittura sociale promosso dalle associazioni Pietre Vive e Il Tre Ruote Ebbro.
Il concorso, incentrato sull’educazione alla legalità, è aperto a tutti i residenti sul territorio italiano. Il vincitore sarà premiato con la pubblicazione della propria opera. Non ci sono limiti di genere purché i testi siano conformi al tema. La partecipazione al concorso è gratuita.

La giuria di quest’anno è formata da: Marco Montanaro (presidente), Raffaele Niro Luciano Pagano, Cataldo Bevilacqua, Antonio Lillo.

Per maggiori informazioni:
SCARICA IL BANDO IN ALLEGATO
 MODULO DI ADESIONE

Contatti:
Luca Gianfrate
tel. 334 3429577
mail. info@pietreviveeditore.it

oppure:

g.lan Laboratori Urbani di Locorotondo
tel. 080 4312980
(da lunedì a venerdì, dalle ore 17 alle 21)