Tre poesie di Roberto R. Corsi da La perdita e il perdono

Tre poesie di Roberto R. Corsi da La perdita e il perdono

Visto che è la giornata mondiale della poesia, pubblichiamo sul nostro canale YouTube – va detto, contro ogni suo volere – il video con Roberto R. Corsi che legge, in vestaglia, le tre poesie più votate fra quelle che ci avete indicato.

Con questo video cominciamo una nuova mini rubrica, chiamata TRE POESIE (come i tre i fiammiferi di Prévert) con cui chiederemo di volta in volta ai nostri autori di leggere, meglio se in déshabillé, o come si sta a casa, tre poesie fra quelle che preferite dei loro libri.

Daniela Gentile su iO Donna

Daniela Gentile su iO Donna

Il mondo è bello perché è variopinto, persino in un genere considerato elitario come è la poesia. E infatti oggi, in un pezzo a tema (SOS Poesia) firmato da Antonella Rossi e uscito su iO Donna del Corriere della Sera, ci è capitato di leggere a poche righe di distanza i nomi di Daniela Gentile e Rupi Kaur, che sono forse la cosa più diversa che ci si possa mai immaginare, in poesia, diverse come la notte e il giorno o come i due poli del pianeta Terra. Viva la poesia! 

Premio Rilke poesia

Premio Rilke poesia

Ecco che la città dove Rilke scrisse, circa un secolo fa, la sua ultima opera, le Elegie Duinesi, organizza la prima edizione del Premio Rilke. Per la terza sezione, dedicata a opere in doppia lingua, italiano-tedesco, l’editore di riferimento del premo è Pietre Vive.

Leggi qui il regolamento.

Elvio Ceci sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Elvio Ceci sulla Gazzetta del Mezzogiorno

Oggi, sulla Gazzetta del Mezzogiorno, un lungo articolo firmato da Lino Angiuli su alcuni esempi di poesia che provano a superare il Novecento non rinnegando ma anzi recuperando la tradizione. Fra gli altri, Angiuli cita come esempio ‘Cantare del deserto’ di Elvio Ceci: “un poema scandito «in stazioni» e costruito con strofe regolari di cinque versi rimati: una soluzione rara e minoritaria, che ci auguriamo venga adocchiata da altri giovani interessati a produrre una poesia lontana dall’esangue frammentarismo ereditato dal Novecento.”

 

La nostra classe sepolta su Tribuna Magazine

La nostra classe sepolta su Tribuna Magazine

È stata appena pubblicata a Cluj, e dall’estate sarà disponibile anche in Italia, Tribuna Magazine, storica rivista culturale rumena, con una antologia dedicata ai contatti poetici con l’Italia. All’interno di questo numero c’è anche una scelta di testi tradotti della nostra antologia “La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro”. La presentazione dei testi è affidata a Valeria Raimondi, curatrice del volume. I testi sono di Christian Tito, Luca Bassi Andreasi, Matteo Rusconi, Fouad Lakehal, Francesco Tomada, Marco Cinque, Anna Lombardo-Geymonat.
Oltre a tutta una serie di amici e autori di valore fra i quali segnaliamo Paolo Polvani, Francesca Del Moro, Claudia Zironi, Clery Celeste, Martina Campi, Fabia Ghenzovich, Pina Piccolo, Lucianna Argentino, Stefania Onidi e Gabriella Montanari.
Ringraziamo di cuore Serena Piccoli e Giorgia Monti per il loro lavoro.

 

Roberto R. Corsi su La Nazione

Roberto R. Corsi su La Nazione

Oggi su La Nazione Michele Brancale recensisce il nostro Roberto R. Corsi.

L’autore, che vive tra Firenze e la Versilia, si misura nelle quattro sezioni del volume col senso di un tempo che può essere dissipato, buttato via, fino al disprezzo di sé e degli altri, come aveva già intuito e in parte declinato nel suo precedente libro. Tuttavia resiste l’altra possibilità, quella costruttiva, che deve fare i conti con la Storia comune, con una perdita più grande della propria…
Lorenzo Bastida su La perdita e il perdono

Lorenzo Bastida su La perdita e il perdono

“Un libro autenticamente tragico attraverso l’ostentazione di un registro spesso comico” dice Lorenzo Bastida in questo lunga e attenta lettura di La perdita e il perdono di Roberto R. Corsi intorno al cui tono si stanno innestando, dobbiamo dirlo, una serie di discussioni sul senso e l’umore della poesia. Forse poche ma tutte buone. Questa cosa ci piace, rende il senso ultimo di quello che deve fare un libro, persino in versi: produrre delle idee.
“Corsi lo sa!”