Emilia Barbato su Limina Mundi

Emilia Barbato su Limina Mundi

Condividiamo una nota di lettura a Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato a cura di Deborah Mega, uscita su Limina Mundi.

Si descrive l’attesa, castigo e disciplina, le stanze poco illuminate, asettiche e prive di calore umano dell’ospedale e poi, in simbiosi con chi soffre, la scarica di radiazioni, la paura, perfino la sofferenza di chi amiamo. Basta un sorriso a donarci la speranza, ad offrirci un appiglio di salvezza che non ci faccia sentire così drammaticamente impotenti.

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Vita da editor: Invito alla lettura di Pierluigi Cappello

Vita da editor: Invito alla lettura di Pierluigi Cappello

Ieri, su Vita da editor, Giovanni Turi ha chiesto ad Antonio Lillo di Pietre Vive Editore insieme a Clery Celeste di Atelier Poesia e Serena Di Lecce di Millelibri – Poesia e altri mondi di dir qualcosa su Pierluigi Cappello, poeta assai amato da queste parti. Pochi giorni fa, proprio Vitantonio chiedeva informalmente ad alcuni amici quali libri di poesia usciti negli ultimi anni potessero ritenersi, a loro avviso, imprescindibili. E primo fra tutti, è stato indicato proprio “Azzurro Elementare” di Cappello, che come ben dice Serena Di Lecce è già un classico contemporaneo. Qui si possono leggere i loro interventi.

Emilia Barbato su La rosa in più

Emilia Barbato su La rosa in più

Oggi, sul blog La rosa in più, recensione di Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato, a cura di Franca Alaimo:

“Emilia Barbato compie il miracolo di collegare in incessante sintonia l’eterno farsi e disfarsi delle creature tutte, di abbracciare con la stessa accoglienza amorevole paesaggi, persone, oggetti, stagioni, nella loro magnifica, regale provvisorietà. Lo fa costellando i testi più cupi di punti luminosi, lasciando il canto sempre aperto a un sia pur fugace stupore, correggendo il dolore con l’amore, mitigando lo sconforto con l’attesa.”

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Luce a Sud Est – Concorso di scrittura sociale. VI edizione

Luce a Sud Est – Concorso di scrittura sociale. VI edizione

Pietre Vive Editore, in collaborazione con le associazioni Pietre Vive e il Tre Ruote Ebbro, bandisce la sesta edizione del concorso di scrittura sociale Luce a Sud Est.

Come ogni anno, lo scopo del concorso è quello di promuovere una nuova lettura attenta e trasversale del Paese e di favorire l’accesso alla pubblicazione di scrittori impegnati su tematiche sociali.

È ammesso al concorso qualsiasi genere letterario (romanzo, racconti, poesie, reportage giornalistico, testo teatrale, ecc.) purché attinente al tema. Il vincitore sarà premiato con la pubblicazione della propria opera. La partecipazione al concorso è gratuita.

I manoscritti dovranno essere invitai entro il 31 gennaio 2019 a questo indirizzo: info@pietreviveeditore.it mettendo in oggetto: LUCE A SUD EST, e accompagnando il testo con la scheda di adesione scaricabile, insieme al bando, sul sito di Pietre Vive.

La giuria, in via sperimentale, sarà composta da un comitato di cinque persone, selezionate fra i lettori di Pietre Vive. La stessa indicherà, fra i testi pervenuti, un solo vincitore.

Nelle precedenti edizioni sono stati premiati il romanzo breve Il sindaco del calabrese Claudio Metallo, incentrato sulla carriera politica di un uomo di potere; il romanzo allegorico Isola del pugliese Domenico Maggipinto e il poemetto L’adatto vocabolario di ogni specie dell’emiliano Alessandro Silva, entrambi ispirati ai problemi di Taranto e dell’Ilva; la raccolta di poesie Il mondo come un clamoroso errore di Paolo Polvani, delicata serie di ritratti degli ultimi; e la raccolta di poesie Il rigo tra i rami del sambuco della campana Emilia Barbato, sui temi della malattia e della cura ospedaliera.

È possibile scaricare il BANDO e la scheda di adesione sul sito di Pietre Vive: www.pietreviveeditore.it

 

Contatti:

Antonio Lillo

Tel. +39 334 3429577

Mail. info@pietreviveeditore.it

Carlo Tosetti su L’EstroVerso

Carlo Tosetti su L’EstroVerso

Oggi su L’Estroverso intervista al nostro Carlo Tosetti a cura di Grazia Calanna.

“Oggi nella categoria “poesia” si comprendono – a torto o a ragione – una serie infinita di stili e composizioni. Ad un polo troviamo la poesia che guarda alla metrica, agli antipodi forse è piantato il vessillo della poesia in prosa (o come si voglia chiamare questo genere).
Nel lungo tragitto fra i due poli si incontrano infinite sfumature del verso e credo che per ognuna siano differenti i requisiti, per sancire la compiutezza di un testo. Nel mio caso, per come amo scrivere e leggere, ritengo sia la fluidità, la musicalità.”

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Ivan Fedeli ed Emilia Barbato su Poesia del nostro tempo

Ivan Fedeli ed Emilia Barbato su Poesia del nostro tempo

Sul blog Poesia del nostro tempo è possibile leggere la bella postfazione di Ivan Fedeli alla nostra ultima uscita, Il rigo tra i rami del sambuco di Emilia Barbato.

Emilia, infatti, penetra alla base la parola che diventa essa stessa cellula, radice e terra. È storia di parallelismi, associazioni, la sua: da un lato e sullo sfondo un luogo violato, la terra dei fuochi, colta nella sua ancestrale bellezza, nella sua naturale essenza verrebbe da dire; dall’altro l’espressionismo sordo con cui anche il corpo – fuoco della poesia, che è corpo fisico in sé e, nel contempo, trasposizione figurale del dolore, subisce la sofferenza e lo scavo.

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Emilia Barbato su Perigeion

Emilia Barbato su Perigeion

Oggi, invece, su Perigeion, la prima recensione al libro di Emilia Barbato Il rigo tra i rami del sambuco, a cura di Guido Cupani.

È con grazia di ebanista che l’autrice combina materiali e strumenti (contenuto e forma) in vista di un utile che non è soltanto quello della poesia. La complessa texture di immagini è una palestra per l’occhio e per il cuore, perché si mantengano allenati a cogliere (oserei dire, a inventare) mondi possibili in ogni sfaccettatura del reale. Bisogna farlo, sembra dire Barbato, non perché è bello, e neppure perché ce lo chiede la poesia, intesa come mero esercizio d’intelletto – ma perché è necessario a vivere…

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Alessandro Silva su ClanDestino

Alessandro Silva su ClanDestino

Oggi, su ClanDestino, a cura di Francesca Delvecchio, una bella recensione de L’adatto vocabolario di ogni specie di Alessandro Silva, dimostrando che anche a due anni di distanza, e contro ogni regola del mercato, un buon libro non esaurisce mai il proprio messaggio.

La disperata esigenza di una vita buona che parla di liberazione, deriva da fatti reali che Silva denuda con versi lucidi che aleggiano nei fiati degli operai coinvolti. Il suo è quasi un diario e dei giorni più duri, quelli in cui accadono notizie da telegiornale, lui mette le date, perché non ci siano errori e non si dimentichi di quel che è successo. In fondo, anche la maggior parte delle poesie de L’Allegria riporta la data e Ungaretti lo fa per contare i giorni della guerra. Pure all’Ilva c’è la guerra, una guerra sociale, ambientale, mediatica, uno scontro continuo tra governo, magistratura, sindacati e la gente che a Taranto passa la vita sotto un’atmosfera carica di polveri sottili di biossido di azoto, anidride solforosa e acido cloridrico.

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