Questo sassolino è dedicato a Christian Tito

e al volume C'è un fuoco da portare, che abbiamo curato con la redazione di Perìgeion e che raccoglie il meglio di ciò che ha scritto in vita con moltissimi inediti dall’ultima raccolta che stava preparando, nel 2018, poco prima di morire.

Lo presentiamo sabato 9 aprile alle 18.00 a Bologna in Lettere, presso lo spazio culturale FactoryBO (via Castiglione 26, Bologna), in una serata a tema dedicata a due poeti di Taranto, Christian appunto e Cosimo Ortesta, con Francesca Del Moro e con i curatori delle rispettive antologie.

C’è qualcosa di molto commovente nella storia di Christian Tito, come mette bene in luce Giusi Drago nella prefazione del volume. Ed è il fatto che l’uomo Tito è diventato il poeta Tito, cioè il favoloso autore delle sue ultime raccolte, l'intensa Ai nuovi nati (poesie scritte per i figli) e la postuma Da dove sto scrivendo (poesie scritte dalla fine del mondo) dopo l’incontro con Luigi Di Ruscio, operaio emigrato in Norvegia e uno dei poeti più rivoluzionari della nostra epoca.

Tito, che comincia il suo percorso come poeta scanzonato ma non privo di una certa spiritualità, incontra Di Ruscio, ne diventa amico e allievo – quasi-figlio (avendo Tito perso il padre, operaio Ilva) – e attraverso Di Ruscio mette a nudo quella vena tragica che lo renderà grande poco prima della fine.

C'è un fuoco da portare. Poesie di Christian Tito

C'è un fuoco da portare. Poesie di Christian Tito

da Ai nuovi nati

Ti daranno infinite occasioni per piegarti
e tu non ti piegare,
basterà uno sguardo a certe facce
per sentire minacciata la tua fede,
ma tu credi, credi sempre figlio mio,
e non credere che ogni credo poi non muti,
ma dentro quel mutare qualcosa si conserva:
quel passarci dentro agli occhi un po’ di luce,
quel dirti a bassa voce solamente che ci siamo,
che per te volevamo solo esserci
e, miracolosamente,
nel miracolo della tua vita,
per un po’
ci siamo stati.

(Christian Tito)

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(Christian Tito, foto di Donatella D'Angelo)

C’è qualcosa di commovente nel constatare come un uomo non è mai un pezzo intero, ma è la somma di più persone che si incontrano. L'amicizia fra Tito e Di Ruscio è ben descritta nel volume Lettere dal mondo offeso (L'arcolaio, 2014), che è la raccolta del loro epistolario. Poi ci sono le loro poesie.  

Questa nostra raccolta, allora, è non solo una scelta di versi ma anche e soprattutto la storia di un autore che trova se stesso, e di un uomo che si completa nel rapporto con gli altri. Non a caso ogni sezione è aperta da una dedica, di cui la nostra preferita rimane: “A che esiste, resiste, trasforma” che ha in sé qualcosa di buddhista.

(La casa studio di Cristiano De Gaetano, a Taranto)

Per tutto questo abbiamo amato questo libro. Per tutto questo lo abbiamo voluto fare, e abbiamo voluto arricchirlo con un altro incontro necessario, quello fra Christian Tito e Cristiano De Gaetano, geniale artista di Taranto, anche lui morto giovane, nel 2013. Una sua opera fa da copertina al volume. Entrambi gli artisti sono l’espressione di quanto di meglio ha saputo offrire quella città al nostro tempo in termini di creatività e di carisma. “Chiunque abbia conosciuto e frequentato Cristiano De Gaetano non ha potuto fare a meno di innamorarsene” scrive Roberto Lacarbonara nella nota che gli dedica a fine volume. Ma uguale discorso vale anche per Christian. Questo appassionato lavoro di Perìgeion ne è la prova.

Concludo raccontando del mio personale incontro con la poesia di Christian Tito, che ho conosciuto attraverso Valeria Raimondi, la quale lo aveva contattato per La nostra classe sepolta, antologia di poesie sul lavoro che prende il suo titolo proprio da un verso di Di Ruscio. Tito aderì con entusiasmo all’iniziativa e proprio le sue poesie aprono la raccolta, anzi una poesia in particolare, quella fulminante che dice: “Non importa se voi non leggete le poesie / perché sarà la poesia a leggervi tutti”.

Sono i versi che chiudono I lavoratori vanno ascoltati, un corto da lui girato a Taranto, lì dov’è nascosta la rosa sepolta di Christian Tito.

Antonio Lillo